Sacro Monte – Una “casa”per i pellegrini

La Prealpina - 11/05/2020

L’asilo no, l’oratorio sì. Anche in tempi
di chiusura forzata o comunque di riduzione delle
presenze e delle attività, il
Sacro Monte, patrimonio
Unesco dell’umanità, pensa al proprio futuro. Che
sarà una volta in più all’in –
segna dell’accoglienza di
chi sale in visita al borgo,
del ricovero giornaliero in
caso di necessità, dell’aiu –
to ai pellegrini e non soltanto. Nel solco e nel rispetto, insomma, di una
storia ultracentenaria.

La parrocchia, guidata da don
Sergio Ghisoni, è in contatto con la Curia di Milano e
con la sovrintendenza regionale ai Beni culturali
per la redazione di un progetto, ormai in fase avanzata, di valorizzazione del salone un tempo adibito ad
oratorio, a pochi passi dal
santuario.


«Al momento è ovviamente tutto fermo a causa dell’emergenza sanitaria – fa sapere l’arciprete -, ma
contiamo di riprendere
presto in mano la documentazione, insieme al
Comune, per arrivare a un
nuovo utilizzo degli spazi».
Quindi non una “casa del
pellegrino” e nemmeno
una riapertura di quella che
fu la scuola materna, anch’essa chiusa da anni, come era stato ipotizzato in
un’ottica di rilancio della
montagna varesina e del
suo più importante gioiello
storico, artistico e religioso.

«Al di là delle regole di
distanziamento sociale che
ci sono state imposte in
questa fase particolare,
non mi pare persista oggi
una reale necessità di una
struttura come quella ipotizzata a suo tempo da
quella che è poi diventata
l’attuale Amministrazione
comunale -prosegue don
Ghisoni-.

Piuttosto vorremmo pensare in chiave
diurna e senza pernottamento ai tanti fedeli, giovani in modo specifico, che
arrivano quassù e non trovano un luogo accogliente
coperto dove fermarsi per
un momento di riposo, una
preghiera insieme, una merenda soprattutto nelle
giornate di maltempo. Al momento pensiamo all’utilizzo dell’oratorio, non
dell’asilo. Speriamo di riparlare in tempi brevi in
termini concreti».
Scout, oratori, gruppi di
preghiera e, magari, anche
scolaresche rappresentano
un “target” composto da
persone che effettivamente
non sanno dove ripararsi
durante gli itinerari di visita ai due musei del Baroffio
e del Pogliaghi, alla cripta
e, naturalmente, alla Via
sacra. Presenze aumentate
di numero negli ultimi anni
anche grazie ad iniziative
didattiche proposte proprio ai ragazzi in età scolare. Offrire un luogo sicuro
di riparo potrebbe costituire un motivo in più per avvicinarli a Santa Maria del Monte.