Sacro Monte Rocciatori acrobati curanola montagna ferita dalla frana

La Prealpina - 27/06/2017

Lo sperone di roccia più famoso del Sacro Monte sta per essere impacchettato. I rocciatori si avvicinano alla montagna, tirano reti metalliche ma solo per proteggere la balaustra in cemento e roccia e ferro che delimita la strada verso il cimitero del borgo. Il versante franoso incombe su via del Ceppo, il tratto terminale della strada che porta al Mosè, all’incrocio con la Via Sacra, alla scalinata verso il Santuario. Il cantiere è stato aperto una decina di giorni fa, prima sono stati svolti alcuni interventi di pulizia da rami e sterpaglie ma solo ieri mattina i rocciatori della Work Trade della Valle d’Aosta hanno “aggredito” la montagna. Fase iniziale dei lavori: va messo tutto in sicurezza e fatto velocemente, entro il 26 luglio, la strada deve essere riaperta. Dal 10 febbraio, giorno della frana, il passaggio è sbarrato per la messa in sicurezza necessaria ad evitare tragedie e le polemiche sui ritardi nell’avvio del cantiere si sono consumate come da copione nelle settimane del mese mariano, per le comprensibili proteste degli esercenti del borgo non più raggiungibili dalla strada più utilizzata. Ora i lavori sono partiti ed “affascinanti”, soprattutto per i profani. Racconta il capo dei rocciatori: «Stiamo utilizzando dei prodotti espansivi per fare rompere le parti che sono pericolanti, poi poseremo le reti di contenimento e, nei punti più critici, alcuni pannelli metallici con diametro di rete di 20 per 20 e 6 metri per 4 di dimensione». Il versante franoso è lungo circa 40 metri ed alto una sessantina. È stato diviso in due parti virtuali per rendere più pratica la posa delle reti, in senso longitudinale.

La parte più a rischio è quella del grande sperone di roccia che tutti ricordano a pochi metri dall’ultimo tratto del percorso, tra il parcheggi riservati ai residenti e l’ascensore che porta i fedeli verso il santuario.

«Il disgaggio, cioè la rimozione della parte rocciosa dagli elementi più a rischio è praticamente conclusa», dicono i rocciatori che con una quantità di moschettoni agganciati alla cintura e il caschetto in testa ieri di buonora stavano sistemando la rete di protezione. Dopo l’attività di pulizia svolta nei giorni scorsi, è fondamentale non danneggiare la balaustra che costeggia la strada sul lato opposto la montagna ed evitare che qualche masso rotoli sulla strada sottostante verso il cimitero di Sacro Monte. Il fronte della frana è lungo circa 40 metri. Prima e dopo sono già stati poste, in passato, reti contenitive. Ora la necessità di mettere mano al versante più

ampio e privo di alcuna protezione, dopo gli smottamenti di febbraio. Ad aggiudicarsi l’appalto relativo agli interventi di messa in sicurezza del fronte franoso in via del Ceppo è stata l’impresa Cospef srl di Busalla, in provincia di Genova.

Committente dei lavori è il Comune di Varese (responsabile unico del procedimento, l’ingegner Giulia Bertani, progettista esecutivo, Alessandro Uggeri). L’importo del progetto è di 169mila euro e l’importo del contratto è di 78mila 744 euro, con un ribasso pari al 47 per cento. Nei giorni scorsi, alla consegna del cantiere, l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati ha chiesto massima celerità e tempi certi di intervento». Agosto è vicino e Sacro Monte non può permettersi si rimane senza la sua via di accesso principale percorribile.