Sacro Monte – Bando alle ciance Borgo da 20 milioni

La Prealpina - 01/03/2022

l lavoro è stato così corale e ricco di collaborazione, che se anche il bando non dovesse essere vinto, ci sarebbe una traccia importante, seppure non finanziata, per il rilancio del borgo sopra la montagna di Varese. Chiaro che l’obiettivo è di raggiungere il risultato: 20 milioni di euro per il Sacro Monte. Progetto ambizioso, ma la partenza è stata più che buona. Progetto quanto mai necessario, anche perché a Sacro Monte si incrocia già qualche turista straniero e la stagione è alle porte. Con le solite domande di accoglienza in sospeso.

Perusin: «Piccole rifiniture»

 

«Varese è inserita nei primi 17 comuni selezionati da Regione Lombardia – spiega la vicesindaco e assessore alle Attività Produttive Ivana Perusin -. Il nostro è un progetto già presentato in prima battuta in maniera completa, si tratta davvero di piccole rifiniture, alle quali abbiamo lavorato in queste settimane». C’è tempo fino a oggi «per rivedere, integrare e ampliare», lavoro che è stato eseguito con attenzione e dovizia di particolari nei giorni scorsi. Oggi verrà fatto l’invio. E sarà poi la Regione a scegliere il progetto migliore.

Se nelle scorse settimana si è trattato di una corsa contro il tempo, perché il bando scadeva il 24 gennaio, in questo mese si è lavorato con più calma per affinare le caratteristiche del piano.

I dettagli del progetto

Il bando al quale il Comune di Varese partecipa – e al quale hanno dato il loro contributo enti e associazioni tra cui la Fondazione Paolo VI, gli Amici del Sacro Monte, la Curia, la Camera di Commercio, gli esercenti e molti privati cittadini che hanno proprietà al Sacro Monte – è all’interno delle misure del Pnrr nel settore Turismo e Cultura 4.0 (e si intitola “Rigenerazione di piccoli siti culturali. Patrimonio culturale, religioso e rurale”).

Accoglienza per turisti anche diffusa, creazione di atelier d’arte, turismo che si intrecci con la presenza di studenti e ricercatori e che valorizzi la vicinanza con la Cittadelle delle Scienze al Campo dei Fiori. Questi alcuni aspetti del progetto presentato.

Gli Amici: «Lavoro che rimarrà»

L’impegno è stato grande e tra le proposte per il rilancio e la nuova veste al borgo d’arte e di fede vi è quella «elaborata da Guerrino Michilini, architetto, ma ve ne sono anche altre: le persone che vivono e amano il Sacro Monte si sono messe insieme, una cosa che rimarrà, a prescindere dal risultato». Così Maria Rosa Bianchi, presidente degli Amici del Sacro Monte impegnata in prima linea nella salvaguardia e nel rilancio del borgo. «Quest’anno sono già arrivati gli stranieri, francesi e tedeschi soprattutto e tra poco comincerà l’assalto vero dei turisti – spiega Maria Rosa Bianchi -. Se non si risolve il problema dell’accessibilità, parlare di rilancio è come parlare del nulla, purtroppo».

Il caos causato dalle auto nei giorni di festa e di sole si sta ripresentando, in misura minore in alcuni momenti anche durante la settimana. Non è necessario che si arrivi a chiudere la strada di accesso, bastano il traffico o le auto lasciate ovunque a causare problemi, anche di ordine, e a disincentivare i turisti e i visitatori a salire fin sulla montagna che domina la città e i laghi.

Perché non può perdere un’altra stagione

Cercare l’equilibrio tra due aspetti in apparenza contrastanti. Sacro Monte è luogo di ritiro e preghiera e luogo turistico e sportivo. Due potenziali che si intrecciano anche nel progetto presentato dal Comune in Regione per la corsa ad aggiudicarsi 20 milioni di euro. Progetti in grande e con tempi di soluzione non dietro l’angolo. Se anche il finanziamento – come tutti auspicano – arrivasse domani, non sarebbe possibile intervenire dalla sera alla mattina. Inoltre il bando non prevede un intervento immediato ed efficace su un tema invece fondamentale per il Sacro Monte. E cioè quello delle code che si verificano nei weekend per salire in cima. E che probabilmente si ripresenteranno, a meno di proposte – che però devono essere ben pubblicizzate e davvero comode – per lasciare le auto in città e salire con altri mezzi al Sacro Monte. Funicolare ancora fuori combattimento, in qualche modo i visitatori dovranno essere agevolati nella salita al borgo. Soprattutto, quelli stranieri. Che sono sempre tanti. Basti pensare al numero dei visitatori passati dall’info point dell’associazione Amici del Sacro Monte (che riaprirà a breve), nel 2021, anno orribile e decisamente strano (anche per gli spostamenti): 5.198 italiani e 2.309 stranieri. Visitatori che, se andrà in porto il bando, si troveranno in futuro in un borgo patrimonio Unesco con tante occasioni di residenza, artistiche e culturali in più. Ma che devono poter arrivare facilmente al Sacro Monte. Nel progetto del Comune si parla al momento della possibilità di riattivare il secondo tratto della funicolare, quella dal borgo al Campo dei Fiori, e del ripristino della rete sentieristica del Campo dei Fiori. Manca il tema parcheggi, non per cattiva volontà di affrontare il problema ma perché i progetti per i bandi devono rispondere a requisiti precisi, se si vuole avere qualche speranza di fare centro. Ciò non toglie che la questione accessibilità vada affrontata. Prima.

La funicolare punta all’estate

a gara si è conclusa con l’individuazione di un appaltatore, con il quale stiamo facendo i passi necessari per dare il via al cantiere. Siamo nei tempi». È ottimista Franco Taddei, presidente di Avt, sul cronoprogramma che dovrebbe portare all’apertura della funicolare per l’inizio dell’estate.

 

Il progetto è composto da due fasi. La prima durerà un mese, è a carico dell’appaltatore, e deve portare alla formalizzazione di un progetto esecutivo che dovrà essere approvato dalla nuova Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali (Ansfisa). «Speriamo che il soggetto nuovo (Ansfisa, in cui sono stati accorpati gli Ustif – uffici speciali trasporti a impianti fissi, ndr) non crei ritardi, ma ci aspettiamo di no, anche per l’interessamento del Comune», precisa Taddei.

 

Superate queste formalità, partirà la fase due, ovvero quella operativa. Una fase che si svolgerà nei mesi di aprile, maggio e giugno. «A quel punto, auspico tra maggio e giugno, ottenuta l’autorizzazione di Ansfisa, l’impianto aprirà i battenti – dice Taddei, che aggiunge – Sono contento. Con il costo dei semi lavorati, ma anche nella parte meccanica, c’era qualche dubbio che la seconda fase della gara potesse andare deserta. Invece abbiamo individuato un soggetto che ha tutti i requisiti. Adesso è in corso la conclusione della fase di verifica. Stiamo parlando di un soggetto noto, che ha già effettuato un sopralluogo e visionato lo stato dell’impianto e degli apparati elettronici e meccanici. Un primo passo importante quindi è già stato fatto. Adesso bisogna fotocopiare la documentazione di 20 anni fa, cosa che richiederà un po’ di ore. Dopo di che saremo in grado di fornire gli schemi degli impianti, in modo che sia possibile redigere il progetto».

Buone notizie per quanto riguarda il caposervizio: Avt ha il nominativo di una persona che probabilmente sarà assunta a tempo indeterminato e potrà sostituire Augusto Dotti, lo storico caposervizio andato in pensione alla fine di novembre.

Qualche perplessità sulla tempistica però resta. Ammesso che si riesca a completare la prima fase nel mese di marzo, ottenendo contestualmente anche l’autorizzazione dell’Agenzia ministeriale, sarà davvero possibile terminare i lavori entro giugno? Che si finisca per sforare nel mese di luglio, o addirittura di agosto? Ovviamente ci si augura che tutto venga fatto velocemente e bene, senza incontrare imprevisti, senza rallentamenti della burocrazia. Ma i tempi sembrano davvero stretti.