Sacro Monte, adesso è rivolta

La Prealpina - 13/06/2017

ono passati quattro mesi dalla chiusura di via del Ceppo e, come afferma l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati, «non sappiamo assolutamente la data precisa di riapertura e non formiamo date esatte».

Di certo quindi, vi è soltanto che «la gara d’appalto è stata completata, è stata individuata l’azienda che realizzerà l’intervento e speriamo apra il cantiere al più presto. Dopodiché, ci vorranno trenta giorni di lavoro».

Nel frattempo, proporzionalmente alla crescita della temperatura, sale il pressing dei politici e le lamentale di esercenti, fedeli e turisti in arrivo nel borgo a causa del blocco della strada che collega piazzale Pogliaghi alla Via Sacra e al santuario. Nelle scorse ore Forza Italia ha organizzato un sopralluogo con il consigliere comunale Carlotta Calemme, il coordinatore cittadino Roberto Leonardi e l’ingegnere Pasquale Iommazzo. «Per mesi – sostiene l’esponente forzista in Consiglio comunale – la Giunta non ha saputo gestire l’emergenza di via del Ceppo, ignorando le ripetute richieste da parte dei commercianti del borgo lasciati al proprio destino, con un evidente danno economico. Nel frattempo il Comune non è intervenuto laddove, essendo il distacco circoscritto, si sarebbe potuta mettere una rete provvisoria di contenimento con una spesa complessiva non superiore a 40mila euro e quindi senza ricorrere alla procedura a evidenza pubblica necessaria per importi superiori».

Intanto commercianti, fedeli e cittadini sono furibondi. I primi perché vedono crollare il giro d’affari. I secondi, soprattutto anziani e disabili, perché è diventato impossibile accedere all’ascensore che sale al piazzale del santuario e, con l’aumento delle temperature, per gli utenti fragili lo sforzo di percorrere itinerari alternativi è impensabile. Addirittura il Ristorante Milano, al posto di pubblicizzare i propri piatti, ha pubblicato sul profilo Facebook un video per mostrare la strada che si deve seguire oggi. Due minuti e mezzo di viaggio per circumnavigare la sommità del Sacro Monte lungo la via Sacra, via dei Ciclamini, via Fincarà e via Colonne, lungo una strada stretta: «Ma da lì i fornitori – spiega il titolare Gabriele Somaruga – non possono passare con il camion e così dobbiamo compiere noi la spola ogni giorno, anche con due o tre viaggi. Il problema principale è per la clientela che, non potendo passare da via Del Ceppo, semplicemente non arriva più. Succede a noi e anche al ristorante Montorfano. A febbraio e marzo abbiamo perso 10mila euro e non ho calcolato gli ultimi due mesi».

Che accadrà quindi? «Non sappiamo assolutamente e non diamo più scadenze – risponde l’assessore Civati -. Stiamo rispettando le procedure di legge per eseguire i lavori che riguardano un progetto molto corposo, con un preventivo di 200mila euro, che non poteva essere realizzato diversamente». L’idea, insomma, sembra essere quella di prendere più tempo per risolvere radicalmente il problema della caduta massi che, a scadenze periodiche, interessa quel versante della montagna varesina: «Nonostante ciò che viene erroneamente sostenuto – aggiunge Civati – la legge non ha permesso di essere più rapidi di così e i tecnici ci hanno suggerito che la soluzione temporanea non era praticabile. Chi dice il contrario, vuole solo alimentare una polemica politica su una scelta che, invece, è stata presa su basi esclusivamente tecniche».