Ryanair raddoppia «Sette nuove rotte»

La Prealpina - 27/01/2017

Furono quattro le rotte lanciate da Ryanair il primo dicembre 2015, giorno dello storico sbarco della low cost irlandese al Terminal 1. Fu un approccio timido in una landa da sempre terra di conquista della sia più acerrima concorrente, easyJet, e dei vettori tradizionali. Ma già allora si capì che Ryanair faceva tremendamente sul serio, tanto che tredici mesi dopo sono già diventate 16 le rotte se si contano le sette novità presentate ieri dal Ceo Michael O’Leary in persona, arrivato da Dublino per spiegare quanto Malpensa rientri nei piani di crescita della sua compagnia aerea. A parte Lamezia Terme, anticipata dai rumors della vigilia, come sempre Ryanair ha spiazzato tutti annunciando Alicante e Valencia in Spagna, Eindhoven in Olanda, Katowice in Polonia e Liverpool in Gran Bretagna. Sono collegamenti che porteranno in dote 1,7 milioni di passeggeri aggiuntivi. A pieno regime, dunque, gli utenti che viaggeranno con Ryanair da Malpensa saranno 3,2 milioni, il 16 per cento del traffico complessivo in brughiera. Con questo investimento i vertici di Sea, ieri rappresentati da Andrea Tucci (direttore Aviation business development), al 26 gennaio possono già annunciare che il 2017 si chiuderà sfondando quota 20 milioni di passeggeri. L’obiettivo dell’anno, dunque, è già raggiunto, senza nemmeno aver festeggiato ancora carnevale.

La regola numero uno degli irlandesi, diventati i primi in Italia e in Europa (119 milioni di passeggeri nel 2016, pari a un incremento del 12 per cento rispetto all’anno precedente), è di non guardare in faccia a nessuno. Investono dove pensano di avere un ritorno, conquistano lande desolate o calpestano gli avversari con prezzi da vera low cost se su quelle direttrici opera già qualcun altro. In tredici mesi di presenza a Malpensa, per esempio, hanno già costretto Wizz air a ritirarsi da Bucarest e easyJet da Bruxelles. Ed è probabile che il copione possa ancora ripetersi se si considera che delle sette nuove destinazioni soltanto quattro sono inedite per Malpensa. «easyJet taglia a Malpensa perché non può competere con noi», ha detto con estrema naturalezza John Alborante, Sales and Marketing manager di Ryanair e anima italiana del vettore, come se si trattasse di un fatto talmente ovvio da risultare persino ridicolo sottolinearlo.

Per la sua prima volta a Malpensa l’eccentrico O’Leary ha conquistato la platea con la sua simpatia. Ha scherzato con Tucci e i suoi “very expensive clothes” (vestiti molto cari) mentre lui si è presentato con un “poor pullover”, ha abbracciato i suoi dipendenti italiani e si è messo in posa davanti ai fotografi sfoggiando smaglianti sorrisi. Tutto il contrario, dunque, dei canonici standard dei grandi e inavvicinabili uomini d’affari. Ma la sua spiazzante normalità, ormai, non fa nemmeno più notizia. Riempie i taccuini invece ciò che dice e anche stavolta non ha fatto eccezione.

«La migliore possibilità per Alitalia è risolvere gli accordi con Air France e lavorare con noi», ha detto, confermando di essere pronto a offrire un aiuto alla ex compagnia di bandiera sul corto raggio. «Noi facciamo feederaggio in Italia, dove loro non possono competere. Non credo che si possano reinventare come low cost e offrire ai passeggeri biglietti a 9,99 euro come facciamo noi». L’irlandese che da oltre quindici anni trasforma in oro tutto ciò che tocca, lo ha detto senza troppo girarci attorno: «Siamo l’unica soluzione per loro».

Modiano: «Una buona notizia per tutti»

 

L’ampliamento del network di Ryanair «è motivo di soddisfazione per tutti: per noi, per loro e soprattutto per i passeggeri». Lontano dallo Sheraton perché impegnato con una seduta del cda già programmata da tempo, il presidente di Sea Pietro Modiano (nella foto) commenta positivamente l’ulteriore piano di sviluppo della low cost irlandese al T1. «In modo equilibrato», aggiunge in coda al discorso, come a far capire che l’entusiasmo di Michael O’Leary alla conquista della brughiera venga sì visto come un’ottima notizia dai vertici aeroportuali, ma allo stesso tempo si stia procedendo con estrema attenzione per non intaccare un equilibrio ritrovato (più 4,7 per cento di passeggeri nel 2016) con difficoltà dopo anni di sofferenza.

Una «bella notizia per Malpensa», secondo Modiano, è anche il ritorno dal prossimo marzo di Air France-Klm su Parigi e Amsterdam dopo cinque anni di esclusiva operatività a Linate. Ma avverte: «Si inserisce in un quadro più complesso e mi riferisco ovviamente alla vicenda Alitalia. Speriamo tutti di uscirne con più passeggeri e con servizi sempre migliori, sia a Malpensa sia a Linate».

È evidente infatti che la crisi della ex compagnia di bandiera non riguardi soltanto Fiumicino. Al Forlanini, per esempio, rappresenta oltre il 60 per cento dell’intero traffico. Ecco perché scenari catastrofici per Alitalia fanno tremare i polsi anche al city airport, con conseguenze a catena al momento poco prevedibili e che finirebbero per avere ripercussioni anche a Malpensa, nonostante la presenza di Az sia ormai ridotta a meno del 3 per cento del traffico complessivo. In questo nebuloso scenario si inserisce anche la questione Meridiana-Air Italy, il gruppo sardo-gallaratese pronto per essere rilanciato dagli arabi di Doha con l’acquisizione del 49 per cento del pacchetto azionario da parte di Qatar Airways. Il Ceo Akbar Al Baker, in una recente intervista, ha detto che vuole far diventare Meridiana «una compagnia più grande di Alitalia» ed è inevitabile che gli ambiziosi piani di sviluppo passino anche da Malpensa. Modiano ne è ben consapevole: «Lavoriamo di continuo con Meridiana, una presenza storica nel nostro aeroporto. Contiamo su di loro e sul loro azionista per un ulteriore rilancio di Malpensa, un aeroporto che soffre ancora di una carenza di voli domestici, un settore dove si può fare di più. Ovviamente con Qatar-Meridiana speriamo di allungare la gamma dei nostri servizi anche sul lungo raggio».