Ryanair e sindacati, si passa alle vie legali

La Filt Cgil ha depositato un ricorso contro Ryanair presso il Tribunale di Bergamo, cui ne seguiranno altri analoghi, oltre ad una causa per attività antisindacale, con l’obiettivo – si legge in una nota – di «porre fine ad una azione ostativa del libero esercizio della libera adesione e dell’attività sindacale dei suoi dipendenti».

Nel rendere pubblico il ricorso, spiega la sigla di categoria della Cgil, «intendiamo non solo mettere in trasparenza le motivazioni della Filt, ma avanzare alla opinione pubblica, la domanda su come sia tollerabile che una impresa eserciti un dominio totale ed incontrollato sul proprio personale, tale a nostro parere da porsi al di fuori di quanto previsto nei principi costituzionali e nell’ordinamento europeo e nazionale».

«La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea – ricorda la Filt – stabilisce inoltre che il personale di Ryanair, assunto ed operante in via continuativa presso uno scalo, possa ricorrere alla Magistratura di quel paese per ogni controversia legale. Questa novità modifica radicalmente quanto avveniva sin oggi e che vedeva Ryanair spostare la sede dell’eventuale contenzioso in Irlanda o in altri stati ove aveva sede la società interinale di intermediazione di manodopera».

Intanto, ieri il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi, è intervenuto sulle cancellazioni dei voli operate in queste settimane dalla compagnia.

«Attualmente non esistono elementi di rischio imminente per il mantenimento dell’equilibrio delle gestioni degli aeroporti» ha sottolineato in audizione davanti alla commissione Lavori pubblici del Senato, intervenendo sui disagi derivanti dalla recente cancellazione dei voli della low-cost.

Tuttavia, «la prospettiva di medio periodo non sarebbe quantificabile imponendosi, pertanto, un’attenta vigilanza da parte dell’Autorità», ha aggiunto Camanzi.

Rispetto ai diritti dei passeggeri – ha continuato il presidente dell’Art – «occorre verificare se le cancellazioni dei voli decise da Ryanair facciano emergere fattispecie rilevanti che possono risultare prive di tutela nell’ambito della normativa europea di riferimento, eppure meritevoli di essere regolate». L’assenza di reclami dei passeggeri sulle cancellazioni, «potrebbe derivare dalla mancanza di tutele giuridiche e non dalla circostanza che non vi siano doglianze», ha concluso Camanzi.