Ruspe di nuovo alla Rasa Il fronte “no cava” attacca:«Pronti a dare battaglia»

La loro voce era attesa e, puntuale, è arrivata. A pochi giorni dalla notizia che la proprietà della cava La Rasa srl, collocata lungo la strada provinciale che da Varese scende in Valcuvia, ha trascinato davanti al Tribunale amministrativo regionale gli enti locali (Regione, Provincia, Comuni di Varese e Brinzio, Parco Regionale Campo dei Fiori, Comunità Montana Valli del Verbano) a seguito delle norme da essi emanate che vietano l’escavazione per ragioni di ordine ambientale, gli ambientalisti varesini tornano a farsi sentire. E lo fanno per bocca di una delle associazione più battagliere, gli Amici della Terra e del suo presidente, Arturo Bortoluzzi.

«Siamo disponibili – afferma infatti Bortoluzzi – a prendere in esame ogni proposta che voglia impedire definitivamente la continuazione di quello che resta un vero e proprio scempio».

Proprio gli Amici della Terra, insieme ad altri enti che si occupano della materia, erano stati i più solerti e combattivi dagli anni Ottanta in poi a chiedere la chiusura del sito sia per motivi legati alla sicurezza del pendio del monte Martica che scende verso la carrozzabile, sia per la presenza della cava nel cuore del Parco Campo dei Fiori. Il braccio di ferro, combattuto a suon di corsi e ricorsi anche su carta bollata, di progetti presentati, discussi e cestinati, aveva alla fine dato i suoi frutti e da quasi dieci anni nessun camion è più uscito dalla cava trasportando soprattutto pietrisco per realizzare autostrade, aeroporti, massicciate ferroviarie. Ma ora che la ferita pare riaprirsi, il fronte anti-cava torna a farsi caldo. Domani infatti davanti al Tar di Milano si incontreranno le parti per l’avvio dell’esame dei due ricorsi presentati dalla proprietà della cava (uno contro Regione, Comunità montana Valli del Verbano, Parco e i due Comuni coinvolti per ottenere «l’annullamento degli atti relativi al diniego di riapertura della cava e conseguente risarcimento dei danni»; l’altro contro la Regione e la Provincia per impugnare lo stralcio ai rispettivi piani che, di fatto, ribadiscono il divieto totale di escavazione nel Varesotto solo per i siti della Rasa e di Cantello).

«Ci presenteremo forti della nostra motivata memoria difensiva» annuncia Giuseppe Barra, presidente del Parco che ha sede a Brinzio, un chilometro appena dal punto di escavazione.

E così anche il sindaco del piccolo Comune, Sergio Vanini, ha portato nelle scorse settimane in consiglio comunale la delibera con cui nomina l’avvocato Emanuele Boscolo proprio difensore nella vicenda che promette di far parlare di sé ancora per parecchio tempo.

Problema nel problema, Bortoluzzi scrive però anche al sindaco Davide Galimberti perchè ritiene «inverosimile che il Comune non sapesse che i privati gestori della cava La Rasa volevano riprendere l’escavazione (pescando nel torbido) e che nulla abbia detto alle associazioni ambientaliste. È doppiamente inverosimile che oggi noi siamo stati informati cioè «troppo in ritardo per poter intervenire nel procedimento portando la indispensabile voce dei cittadini».