Roccia da “impacchettare”Sacro Monte: strada chiusa

Se la montagna rischia di franare e qualche sasso di rotolare sulle auto parcheggiate sotto, bisogna intervenire. Per questa ragione non si è potuta evitare, sostengono in municipio, la chiusura, seppure a scarto ridotto e solo nei giorni feriali, della strada di Sacro Monte che collega l’ultimo tratto di via del Ceppo prima dell’ingresso pedonale al borgo in via del Santuario.

“Sopra” il cimitero, vicino ai parcheggi per i residenti e prima del Mosè. Un fronte relativamente limitato dello sperone di roccia vicino al monastero delle Romite, rispetto a quel tratto lungo che era stato al centro di lavori di consolidamento lunghi e contestati dai residenti e soprattutto dai gestori di bar e ristoranti. I lavori un paio d’anni fa erano stati eseguiti sul versante di roccia che si raggiunge da piazzale Pogliaghi imboccando la stradina nota come via del Ceppo e ancora chiamata così ma il cui tratto finale è stato di recente intitolato a Monsignor Pasquale Macchi. Ora è necessario il consolidamento di quella parte finale di strada, già posto sotto tutela da mesi con alcune transenne, per evitare che qualche masso possa staccarsi. Stavolta però l’amministrazione comunale è corsa ai ripari per evitare la rivolta, nel vero senso del termine, che aveva caratterizzato l’intervento precedente. Sono stati infatti presi contatti con la Parrocchia e con i commercianti del borgo, per trovare un accordo nella gestione del cantiere, avviato ieri, che arrechi il minor danno possibile. È stato così deciso di chiudere il passaggio sia dei pedoni sia delle auto la strada verso il Mosè e la via Sacra tutto i giorni feriali dalle 7 alle 18 ma di riaprire ai fedeli e al pubblico nei fine settimana. In ogni caso, dopo le 18, anche dal lunedì al venerdì, il transito verrà consentito così come il sabato e la domenica, per tutto il giorno. Chiaro l’obiettivo: evitare che il borgo rimanga isolato, costringendo i visitatori a lasciare i propri mezzi ai piedi del borgo o a risalire a piedi dalla stazione di monte della funicolare fino al santuario.

I lavori di messa in sicurezza consisteranno nella posa di nuove barriere paramassi e reti per il contenimento. Il lavoro eseguito nel tratto accanto era stato tanto accurato quanto spettacolare. In alcune fasi erano stati chiamati tecnici rocciatori che avevano letteralmente srotolato reti con maglie di dimensioni diverse per arginare qualunque “movimento” della montagna e delle sue rocce.