Roberto Maroni scioglie la riserva

Il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, si è seduto ieri nella tribuna della Schiranna proprio mentre gli azzurri del “4 senza”, Di Costanzo, Castaldo, Lodo e Vicino, tagliavano il traguardo come secondi, nella finale della prima prova di Coppa del Mondo.

Una giornata in cui gli equipaggi italiani hanno fatto il pieno di medaglie d’argento premiando, dice il Governatore, l’impegno del Pirellone e dell’assessore regionale allo Sport, Antonio Rossi, per «questa manifestazione cui teniamo particolarmente, in cui Varese ha dato prova di essere all’altezza di un evento così importante, una tradizione che vogliamo continuare». E se meglio di così non poteva andare, per la “World Rowing Cup 2016”, alla quale hanno partecipato 530 atleti provenienti da 47 nazioni, l’attenzione si sposta su quella «Varese centro del mondo» che a giugno voterà per il suo futuro sindaco. Una corsa che promette scintille, visto che ieri è stato lo stesso Maroni a confermare la sua disponibilità a guidare la lista del Carroccio, a sostegno della candidatura di Paolo Orrigoni. «La proposta mi viene da Varese, che è la mia città, e sede della prima sezione della Lega Nord. Una richiesta quindi che non mi sento di rifiutare, considerandola un gesto d’amore.

Devo solo verificare la piena compatibilità del ruolo che attualmente ricopro in Regione con quello di capolista». Dunque, se nessun nulla osta formale arriverà dagli uffici, la conferma c’è. Maroni sarà il capolista della Lega, perché «tornare sui banchi del Consiglio comunale dove ho cominciato nel 1990, sarebbe la degna conclusione di una carriera politica molto impegnativa ma altrettanto soddisfacente». E così, mentre tra sorrisi e strette di mano il Governatore premia il team azzurro vincente, affiancato dal segretario regionale del Pd,Alessandro Alfieri, la “forbice” tra centrodestra e centrosinistra sembra allargarsi. Commenta Alfieri: «Se Maroni dovesse essere capolista, sarebbe la dimostrazione che si scrive Orrigoni ma si legge Lega. La candidatura dell’imprenditore non avrebbe infatti nessun profilo civico, come si vuol far credere, ma sarebbe solo la “foglia di fico” di una battaglia condotta dai leghisti per mantenere il controllo della città». Di tutt’altro avviso il Presidente di Regione Lombardia, che commenta: «Al contrario, la mia presenza in Consiglio sarebbe per sostenere Orrigoni, nel quadro della piena trasparenza cui siamo abituati, mentre la sinistra un po’ meno». E se la Lega cala l’asso, in casa Forza Italia si pensa a fare altrettanto. Gli azzurri non escludono infatti la possibilità di “scomodare” l’europarlamentare Lara Comi o il consigliere regionale Luca Marsico, per guidare la loro lista.

Insomma Varese capitale del remo e “vetrina” mondiale, ma anche occasione per delineare, a bordo lago, futuri scenari e coalizioni politiche. E, da notare, nessuno è voluto mancare all’appuntamento in riva al lago, nonostante la giornata grigia e a rischio pioggia. Erano presenti infatti il primo cittadino di Varese, Attilio Fontana, con gli assessori comunali Giuseppe Montalbetti, Carlo Piatti, Simone Longhini e Sergio Ghiringhelli. Ma non mancavano neanche i candidati sindaci Paolo Orrigoni (centrodestra), Davide Galimberti (centrosinistra) e Stefano Malerba (Lega Civica). E poi il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, e il vicepresidente della Provincia, Giorgio Ginelli, entrambi esponenti di punta dell’Ncd, l’unico partito sul quale ad oggi pesa ancora l’incognita della lista.

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