Robert Wilson, un texanonella casa del conte di Biumo tra portraits e installazioni

La Prealpina - 04/11/2016

A Villa Panza in compagnia di Brad Pitt, Roberto Bolle, Isabella Rossellini, Lady Gaga. E, naturalmente, diRobert Wilson, riconosciuto dalla critica come uno tra gli artisti visivi e teatrali più importanti al mondo con esposizioni nelle maggiori città europee e americane, premi a non finire tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1993.

Ieri mattina la presentazione alla stampa (e da oggi l’apertura) della mostra “Robert Wilson for Villa Panza Tales” (fino al 17 ottobre 2017) nella quale l’artista texano, anno di nascita 1941, ha allestito una sezione di 35 Video Portraits dedicati in prevalenza a noti personaggi dello spettacolo e a una serie di animali. Come dire che, una volta di più, il Fondo per l’ambiente italiano gioca in contropiede. Si tratta, infatti, di “macchine tattili in lenta mutazione, in cui Wilson fa uso di una tecnologia digitale avanzata per mostrare la lenta trasformazione dell’universo interiore del soggetto”.

L’esposizione dei video si snoda attraverso la villa instaurando un dialogo con l’architettura, gli arredi e la collezione d’arte permanente. Prevale la presenza della serie dei Lady Gaga Portraits, poderoso progetto realizzato nel 2013 e presentato al museo del Louvre. Non è tutto. Per il secondo parterre del parco, in dialogo tra l’architettura ottocentesca del Salone Impero e la monumentale magnolia, l’artista ha progettato un’installazione “sit specific” intitolata “A House for Giuseppe Panza” (La Casa di Giuseppe Panza) architettura stile American Shaker in legno di larice le cui dimensioni sono notevoli: 7 metri e mezzo di lunghezza per 2 e mezzo di larghezza e oltre 5 di altezza. Nell’interno, visibile attraverso le finestre ma inaccessibile al visitatore, Wilson ha creato una sorta di tableau vivant ispirato alla vita del conte: una sedia dallo schienale molto alto, un lungo tavolo in legno naturale su cui poggia un grande libro aperto e, sospeso su di esso, il calco in resina di un avambraccio la cui mano «è colta nell’atto di fermare le pagine», come ha spiegato Anna Bernardini, direttore della villa e curatrice della mostra insieme a Noah Koshbin, curatore dei progetti espositivi dello Studio Wilson. “A House for Giuseppe Panza” (un bel gesto che il conte avrebbe senz’altro apprezzato) è accompagnata da una colonna sonora del compositore americano Michael Galasso, la stessa del nucleo di ritratti di Lady Gaga, che si propaga all’esterno del parco, e da una registrazione audio in cui Wilson recita alcuni versi tratti dalle “Lettera a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke.

Tutto per dire di un appuntamento d’arte sul colle di Biumo Superiore che, ancora una volta e forse più di prima, non mancherà di stupire e di far parlare di sé la stampa specializzata di tutto il mondo.

Alla presentazione sono intervenuti Giuseppina Panza, l’assessore alla Cultura Roberto Cecchi, il vicepresidente esecutivo del Fai Marco Magnifico. E, direttamente dal Texas, Robert Wilson: suoi i due minuti di silenzio assoluto con cui, davanti al microfono acceso, ha dato il via al suo intervento pubblico basato sulla necessità di tornare ad assaporare il silenzio e la lentezza del vivere quotidiano. Lasciando stupiti tutti i presenti.