«Riva va licenziato» Ma davanti alla Lega per ora si alza il muro

La Prealpina - 30/08/2017

«L’assessore Alberto Riva va cacciato, lo pretendiamo». Ma la richiesta secca che Marco Colombo, commissario della Lega, ha avanzato di prima mattina nella riunione di giunta, non ha sortito l’effetto che lui sperava. L’architetto forzista che da un anno dirige i lavori pubblici è stato difeso da tutti gli altri segretari di partito riuniti davanti al sindaco Emanuele Antonelli. E la risposta univoca, al di là di qualche sfumatura, è stata che non convincono le motivazioni dell’istanza (cioè la sua vicinanza all’ex assessore Paola Reguzzoni, che molti nel Carroccio identificano come il nemico numero uno) e che un rimpasto, se proprio lo si vuol fare, dovrebbe essere complessivo. Tant’è che alla Lega che chiedeva la testa di un esponente berlusconiano, è stato risposto che allora anche uno fra Stefano Ferrario (vicesindaco con delega a sport e commercio) e Max Rogora (sicurezza e viabilità) andrebbe sacrificato nella logica di una ridistribuzione di posti e competenze. Il tutto con il sigillo del sindaco Emanuele Antonelli, che dall’inizio alla fine ha chiarito di voler ascoltare i partiti ma di essere convinto che tutta la sua squadra debba restare invariata.

Insomma, il primo assalto padano è andato a vuoto, ma la partita resta aperta, tanto che giovedì i protagonisti dell’incontro di ieri (c’erano anche Carmine Gorrasi per FI, Francesco Iadonisi per la lista Antonelli, Massimiliano Nardi con Matteo Tosi per Busto Grande) si ritroveranno.

Nel frattempo ciascuno si confronterà col rispettivo direttivo. La riunione più attesa è quella forzista. Lì Gorrasi – che ieri ha alzato la voce per difendere Riva – riporterà la pretesa leghista, e ben difficilmente gli verrà consegnato il via libera per licenziarlo. Molti in sezione (e in provincia) auspicano il cambio, ma nessuno forzerà la mano e il discorso sarà il solito: se deve uscire Riva, tutti vanno messi in discussione.

Difficile non finisca così, tant’è che in Lega sono molti ad avere l’impressione che il tentativo di imporre la cacciata rischi di saltare. A meno che non si giustizi qualcuno dei propri assessori, cosa anch’essa improbabile. Certo il Carroccio (almeno nella sua componente oggi maggioritaria) non vuole andare incontro alla sconfitta e le proverà tutte. Ieri Colombo ha ventilato il rischio che, se non avrà la testa di Riva, nel Consiglio comunale dell’11 settembre i banchi padani restino vuoti. Ma sarebbe un azzardo, oltre che l’inattesa dichiarazione di guerra non più a Riva e Reguzzoni, ma all’intera coalizione di centrodestra.

Si lavora per Tallarida in Consiglio Così spunta l’idea Farioli in giunta

 

C’è una partita nella partita che si sta giocando in Forza Italia. Perché nell’eventualità che Alberto Riva saltasse, il sindaco pretenderebbe che la sostituzione consentisse al suo fedelissimo Orazio Tallarida (presidente del Club Forza Silvio) di entrare in Consiglio comunale. Ciò significa che il potenziale componente di giunta venga pescato fra gli attuali consiglieri, con tre nomi possibili. Uno è Carmine Gorrasi, però già oberato di impegni fra lavoro, sport e politica. L’altro è quello di Donatella Fraschini, che sarebbe però spendibile soprattutto nei Servizi sociali, occupati dall’oggi inamovibile Miriam Arabini. L’ipotesi più realistica ma sorprendente, condurrebbe all’ex sindaco Gigi Farioli. Però è chiaro che sarebbe una mossa poi complicata da gestire.