Ritorniamo alla terra

CONFAGRICOLTURA Giorgetti: «Settore trainante dell’economia»

Se l’agricoltura è il traino dell’economia, come dice il ministro Giorgetti, perché chi coltiva è così in sofferenza? Perché su 1.200 chilometri quadrati di superficie della nostra provincia «solo 120 sono utilizzabili per l’agricoltura, 550 sono coperti da boschi e il resto è improduttivo o edificato mentre negli anni Ottanta la superficie agraria utile era di 325 chilometri quadrati»?. Dati allarmanti riportati dal presidente di Confagricoltura Varese Giacomo Brusa in occasione della 77esima assemblea annuale svoltasi ieri alle Ville Ponti. Nel focus su quanto avviene nel Varesotto, è stato denunciato «il peso insostenibile dei danni alle coltivazioni agricole – ha continuato Brusa – il paradosso degli indennizzi considerati aiuti di Stato e non risarcimenti dovuti, il pericolo delle dismissioni delle attività agricole». Si è parlato del flagello degli animali selvatici, non solo dei cinghiali. Anche il presidente della Provincia Marco Magrini, che è veterinario, ha sottolineato i rischi della presenza del lupo e i pericoli della diffusione della peste suina. Ospite il ministro Giancarlo Giorgetti: «Ho partecipato all’assemblea di Confagricoltura nel ’96, la prima volta che sono stato eletto, e ogni volta che è possibile ci sono – ha sottolineato. Bisogna essere sempre vicini alla terra da cui si proviene. L’agricoltura continua a essere un settore trainante per l’economia italiana. In un territorio come questo – ha continuato il ministro –  l’agricoltura è stata molto sacrificata all’industria, ci sono le politiche a livello europeo e nazionale ma non si devono dimenticare alcune specificità e qui ne abbiamo e vanno verso l’eccellenza». La Lombardia ha il settore agricolo più importante d’Italia eppure «nella diversità delle richieste e delle proteste degli agricoltori europei e italiani emerge con chiarezza un filo conduttore – ha spiegato il presidente che ha promosso l’evento affiancato dal direttore di Confagricoltura Varese Giuliano Bossi – : la richiesta di rispetto per chi in agricoltura lavora, investe, rischia e produce». L’agricoltura è impresa, investimento, amore e conoscenza della terra ma anche tecnologia. È futuro, ma «non si sente più capita dalla politica e dalla società e per questo utilizza mezzi di protesta che non sono i suoi tradizionali per farsi comprendere». Il riferimento è alle proteste dei trattori a Bruxelles, cui Confagricoltura non ha aderito, ma non condividere certe strategie non significa non condividere gli obiettivi. Lo ha ricordato Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, che ha parlato di «forte instabilità dei mercati», di «prodotti agricoli come strumenti di guerra per ottenere vantaggi politici» e di come vi sia, «un sistema di regole che ci paga per non produrre».