Ristoranti aperti d’agostoUn bicchiere mezzo pieno

La Prealpina - 23/08/2017

Ferrarese: «Non guardiamo al cassetto ma al rilancio turistico»

Sì ai ristoranti aperti nel periodo delle vacanze: non per business immediato ma per visione futura. «Se vogliamo che la nostra provincia diventi sempre più turistica, dobbiamo anche offrire sempre più servizi senza concentrarci solo sul guadagno».

Parola di Giordano Ferrarese, presidente provinciale di Fipe (Federazione pubblici esercizi) e dell’Associazione Ristoratori di Confcommercio Uniascom, che traccia un bilancio sul settore a ridosso di Ferragosto. Molti infatti hanno deciso di non “spegnere le cucine” nelle settimane tipiche della serrata festiva. Ma ne è valsa la pena, alla luce del lavoro in concreto? «Se pensiamo al “cassetto” no – ammette il fiduciario -. Diciamo che non ci sono stati incrementi massicci in quei giorni, ma il lato positivo è innegabile: dobbiamo cambiare mentalità se vogliamo essere attrattivi. Senza chiudere tutti e nello stesso periodo si incrementa il turismo: abbiamo anche visto pullman di cinesi. Davvero possiamo pensare a una ristorazione che copra tutto il periodo estivo, anche a turni perché no, e chiudere piuttosto nei mesi più calmi come ottobre o novembre, oppure subito dopo l’Epifania».

Lungo il solco dello stesso ragionamento, si chiede di rivedere anche gli orari delle attività: troppo spesso, in effetti, chi arriva tardi al ristorante si sente dire che la cucina è chiusa. Senza contare che alle 20 si fatica a trovare un bar per un caffè.

«A volte la città è un deserto, quando all’estero si cena verso le 22 e prima si fa una passeggiata e si gusta un aperitivo – ribadisce il ristoratore -. Anche questa è questione di mentalità: da noi le pizzerie da asporto lavorano dalle 18.30 e alle 20.30 hanno esaurito quasi la serata. Bisognerebbe favorire il movimento, sempre nel rispetto delle persone che si lamentano per la movida chiassosa. Chi va a vivere nelle zone più frequentate, però, dovrebbe sapere che in alcuni momenti dell’anno bisogna portare pazienza. Fino a mezzanotte o all’1 si può tollerare un po’ di rumore e i clienti devono essere educati. Non possiamo pensare di essere in un condominio silenzioso senza nessuno».

Dunque Ferrarese chiede uno sforzo in più, un salto di mentalità, con una chiosa anche sulla collaborazione all’interno dello stesso settore: «Non dobbiamo pensare che il nostro vicino ci rubi il lavoro, non serve la guerra fra di noi – ribadisce il numero uno dei ristoratori -. Quando si porta tanta gente in un luogo, se ne avvantaggiano tutti, come dimostrano i locali di alcune località italiane che sono a pochi metri l’uno dall’altro ma non mancano certo di clienti. Per coprire le fasce festive, per esempio, ci si può accordare sulle aperture nelle settimane di agosto, così da coprire tutto il periodo senza rinunciare al riposo. Le persone continueranno a frequentare una zona e il servizio non verrà meno nel momento in cui ci sono tanti turisti».