Risparmi al sicuro in Svizzera

La Prealpina - 13/12/2018

Sono 13,7 miliardi di dollari, vale a dire 12,1 miliardi di euro i capitali italiani custoditi legalmente nei caveau svizzeri. Una montagna di grana aumentata addirittura del 5% fra l’ottobre 2017 e il giugno 2018. Lo dice la Bank for International Settlements (Bis), la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea che mette in statistica quanto anticipato da Prealpina una decina di giorni fa. E cioè che è in atto una fuga di soldi dalle banche italiane per rifugiarsi al di là di Gaggiolo e Lavena Ponte Tresa. I segnali, i sussurri, gli spifferi che erano giunti dal Canton Ticino, ora sono certificati nero su bianco dai dati della Bis, un’organizzazione che promuove la cooperazione tra le banche centrali.

A impressionare non è tanto il tesoro italico in Svizzera, pari a quasi una manovra finanziaria, senza contare quelli nelle cassette di sicurezza di cui si sa poco o nulla, ma è l’aumento del flusso di denaro nell’ultimo periodo: +5%. In questo lasso di tempo, i soldi che hanno percorso a ritroso il letto del fiume Ticino sono stati pari a 575 milioni di euro. Basta un click dal proprio conto corrente e voilà: i soldi svaniscono dall’Italia e vanno “sotto il materasso” elvetico. Tutto legale, tutto regolare. Anche perché il segreto bancario che ha costruito la grandezza finanziaria svizzera non esiste più. Rispetto al passato, stavolta le operazioni sono in bianco, da conto corrente a conto corrente. Le valigie gonfie di 100.000 lire e di 500 euro e gli spalloni di banconote ci saranno ancora, per carità. Ma ora a migrare sono soprattutto tante piccole somme. Si potrebbero paragonare alle formichine che spostano sui conti svizzeri 10, 20, 30.000 euro: soldi di piccoli risparmiatori, casalinghe, lavoratori dipendenti.

Alcune conferme pratiche di quanto sta accadendo? Per esempio gli istituti svizzeri stanno ampliando le loro squadre di accoglienza dei nuovi clienti italiani. Altre banche stanno cercando nuove sedi perché, l’assalto tricolore necessita di altri spazi. In altre realtà bisogna prendere l’appuntamento con diversi giorni di anticipo perché la fila degli italiani con capitali in fuga e da piazzare altrove è lunga. Lunghissima.

I motivi? Tanti. Uno: la situazione economico-finanziaria attuale dell’Italia, con lo spread alle stelle e gli echi di una possibile tassa patrimoniale o di prelievi forzosi. Spostando i soldi in Svizzera, invece, il fisco italiano non potrà metterci le mani, specialmente quando è tutto lecito. Due: la storia recente dei crac delle banche italiane rispetto alla storica stabilità elvetica. Basta compilare il modello Rw e pagare le imposte richieste.