Ripresa a quattro ruote

La Prealpina - 04/09/2020

Una cosa è certa: la Lombarda torna a muoversi. I segnali di ripresa vengono fotografati anche dai dati sugli spostamenti in auto registrati tra febbraio e luglio, elaborati dall’ufficio studi e statistica della Camera di commercio di Varese partendo da una fonte certa su scala regionale (Apple, Mobility trends). Ebbene, guardando il grafico si nota chiaramente un
ritorno dell’utilizzo delle quattro ruote dopo il periodo clou dell’emergenza sanitaria.
Le analisi si riferiscono all’ultima settimana del mese. E dunque prendendo come numero indice di riferimento il 13 gennaio e considerandolo per convenzione pari a 100, si nota un buon flusso a febbraio (pari a 80, quindi comunque inferiore all’inizio dell’anno, per il virus). Poi arriva il crollo: a marzo siamo a quota 15, con un inizio di risalita ad aprile (24), che si consolida a maggio (76), a giugno (113) e a luglio (126). Questo significa che, tolti tutti i vincoli agli spostamenti privati, i mezzi sono tornati a
circolare con vette superiori alla fase precedendo ai blocchi. Dunque, si viaggia di più. E di solito un traffico superiore indica anche un aumento del lavoro, della produttività, delle attività imprenditoriali. Tutti ricordiamo infatti le strade vuote nel momento della massima diffusione del contagio, segno anche di un stop generale dell’economia. Eppure la ripresa degli
spostamenti non può ancora essere indicata come una totale fotocopia della ripartenza di contratti o addirittura di nuovi posti di lavoro. Di sicuro le auto dei varesini e dei lombardi non sono rimaste in garage: e questo porta con sé anche l’immagine di un territorio che aumenta la capacità di spesa, di mantenere le quattro ruote, di investire anche alimentando i consumi, le
manutenzione, i pedaggi, il lavoro dei distributori. Molti poi hanno sfruttato gli incentivi per acquistare vetture nuove e più performanti dal punto di vista ecologico. Quanti “motori” si muovono dietro il ritorno delle automobili: del resto la galassia dell’automotive è da sempre volano economico, oltre che produttivo, considerando anche la schiera di aziende che sono attive nella subfornitura per le grandi case, anche straniere. Sarà una vera ripresa o solo un modo di spostarsi “privatamente” senza troppi rischi?
Ci vorranno dei mesi per capirlo nel dettaglio. Per ora appunto è certo il ritorno del traffico, dei pieni di carburante, della voglia o della necessità di uscire di casa mettendosi al volante.

Effetto sostituzione «Trasporto pubblico al 50% in Lombardia»

Solitamente un aumento del volume di traffico su strade e autostrade significa un aumento di lavoro e produttività. Ma attenzione ad analizzare i dati in una situazione che ha letteralmente rivoluzionato i vari parametri di giudizio. Lo ribadisce il professor Bogdan Fratini, collaboratore della Liuc Business School ed esperto di sistemi di trasporto. «Siamo abituati ad analizzare i flussi in aumento come simbolo di ripresa – premette il docente dell’università “Carlo Cattaneo” -. Eppure in questo caso sarei molto cauto: sappiamo che le auto sono uscite dai garage e quindi i lombardi hanno una maggiore propensione alla spesa.
Hanno anche una capacità economica evidente, perché nonostante cassa integrazione o perdita di parte del reddito riescono a mantenere le auto e i
costi connessi. Questa è una notizia positiva».
C’è un “ma”, ovviamente, una sorta di prudenza nel saltare alle conclusioni, nell’arrivare a giudizi definitivi sulla fase che stiamo vivendo. «Sicuramente
ha un peso rilevante l’effetto sostituzione – ribadisce l’esperto -. Cioè molti preferiscono non utilizzare treni, bus e tram per un presunto maggior rischio di contagio, che in realtà non viene ancora dimostrato
perché mancano studi specifici. La scelta è legata alla sicurezza, al fatto che ci sentiamo più tranquilli usando la nostra vettura: ricordiamo che, in base
alle prime stime, il Tpl (Trasporto pubblico locale) si è dimezzato in Lombardia. E la nostra regione rappresenta circa il 30 per cento del Tpl nazionale».
Dunque, a torto o a ragione, meglio la macchina di famiglia che un posto sui mezzi pubblici, anche se questi garantiscono un ricambio d’aria pressoché
totale e controlli professionali ai filtri. «Questi dati camerali sono molto interessanti: di solito a luglio il traffico professionale diminuisce anche per l’assenza delle scuole, sarà interessante valutarlo con la ripresa scolastica – prosegue Fratini -. Molti lavoratori tra l’altro, soprattutto quelli lontani dalla sede, sono ancora in smartworking e i professionisti rinunciano anche alla riunione a Milano potendo contare su una videoconferenza».

Ad agosto il mercato varesino è già da record

A Varese e provincia il mercato delle auto comincia forse a vedere la luce in fondo al tunnel.Partiamo da un dato oggettivo quanto incontrovertibile: a leggere il numero delle immatricolazioni di nuovi veicoli registrato nel mese appena trascorso negli uffici provinciale Motorizzazione Civile di via Ca’ Bassa, i concessionari del Varesotto hanno venduto più auto nell’agosto 2020 che non nello stesso periodo del 2019. È la prima volta dall’inizio dell’anno. Già perché sin qui non era mai successo che le vendite 2020 superassero quelle dell’anno precedente. Non c’è dubbio che a fare da traino al recupero delle vendite sia stata la corsa alla rottamazione del vecchio per accaparrarsi gli ecoincentivi stanziati dal Governo sull’acquisto del nuovo (in barba ai passaggi burocratici e alla rigida divisione dei sostegni per fasce di emissioni inquinanti), ciò detto il 4% in più di auto vendute a livello provinciale in un mese da sempre poco effervescente non può che far ben sperare e permette di dire (incrociando le dita…) che la fase orribile del mercato dell’auto durante il lockdown se non è superata, appare quantomeno in via di superamento. Tanto più che se si analizza il dato nazionale, si scopre che nonostante l’ecobonus si è ancora alle prese con un segno negativo: è vero, rispetto all’agosto 2019 la perdita è minima, -0,43% (in ballo c’è una differenza di circa 500 auto vendute in meno), ma è pur sempre una perdita. I numeri varesini? Ad agosto 2020 sono state immatricolate 1464 auto e, cioè, 59 in più rispetto alle 1405 immatricolate 12 mesi fa. Varese è 15esima in Italia per numero di vendite di auto nuove: le prime tre sono state Roma (oltre 5600 immatricolazioni), Trento (5300) e Milano (4323). In Lombardia il Varesino risulta essere quarto dopo il capoluogo regionale, Brescia (2021 immatricolazioni) e Bergamo (1645). Varese non si discosta del resto d’Italia nel rapporto tra nuovo e usato: nel mese di agosto 2020 il volume delle vendite ha interessato per il 36% auto nuove e per il 64% auto usate. Il che vuol dire che due terzi del mercato è rappresentato dalle macchine usate. I modelli più richiesti in questo anomalo agosto di acquisti dal concessionario a Varese e dintorni? Vince Volkswagen con 144 esemplari, seguita da Fiat (131), Renault (128), Toyota (114) e Peugeot (100). Tuttavia, gli effetti del Covid-19 rimangono pesanti anche in ambito provinciale: l’anno scorso al 31 agosto erano state immatricolate 7532 auto nuove in più. Nel dettaglio, le immatricolazioni nel 2019 furono 20502; quest’anno per il momento non si è andati oltre le 12970 unità. Statistiche alla mano, siamo di fronte a un impietoso -36%.