«Rimettiamo al suo posto la Madonna dimenticata»

La Prealpina - 29/11/2016

Cinque colonne in marmo, tutte sormontate dall’altorilievo della Madonna dell’Aiuto (che fermò la pestilenza nel Seicento) e che quando furono posizionate lungo le principali vie d’accesso alla città – nella primavera del 1947 – avevano il significato di trasmettere un sentimento di pacificazione dopo la guerra a tutti coloro che fossero giunti a Busto Arsizio. Quasi settant’anni fa le opere vennero benedette dal cardinal Ildefonso Schuster e da monsignor Giovanni Galimberti a coronamento del primo Congresso Mariano che portò in città mezzo milione di persone e avviò la peregrinazione della Madonna Pellegrina. E furono piazzate volutamente nei viali di approdo.

Tutte sono rimaste al loro posto in bella mostra, tranne una. Ed è appunto a questo simbolo di devozione mariana “esiliato” che oggi il gruppo consigliare di Busto al Centro rivolge la propria attenzione per riannodare i fili della storia. Si tratta della colonna destinata ai Cinque Ponti ma che anni fa, quando lo svincolo viabilistico venne rifatto e condito con le passerelle ciclopedonali, fu trasferita davanti alla chiesa di San Giuseppe, accanto all’ospedale. Doveva essere un trasloco temporaneo, proprio per evitare che venisse rovinata, ma da allora – anche a cantiere ampiamente chiuso – è stata “dimenticata” lì, senza che nessuno abbia più pensato a riportarla nel punto per il quale era stata pensata, con tutti i significati annessi alla collocazione di confine. Per questo il coordinatore del movimento Bac, Gianfranco Bottini, in accordo con i suoi rappresentanti istituzionali, ha deciso di scrivere una lettera aperta al sindaco Emanuele Antonelli. «Le colonnine di marmo con l’immagine della Madonna dell’Aiuto – si legge – furono poste agli ingressi della città ed in particolare al Buon Gesù, al Gimia di viale Boccaccio, in zona cimitero di via Lonate, in via Magenta a Sacconago e appunto ai Cinque Ponti, per la precisione all’imbocco di viale Diaz. Ebbene, visto che le prime quattro sono ancora nei siti originari, riteniamo sia giunto il momento di riportare a casa anche la quinta colonna per ricostruire, e nel contempo ricordare, quello che fu un evento fra i più importanti nella storia recente della nostra città».

Insomma, stavolta la politica va oltre la polemica o l’amministrazione spiccia. E Busto al Centro, va anche oltre il semplice sollecito. Tant’è che al primo cittadino si offre qualcosa di più di una segnalazione spiccia della situazione. Così la lettera prosegue: «Dato l’interesse che un gruppo di cittadini ha dimostrato all’operazione di ripristino, dei cui aspetti economici riteniamo di poterci far carico, siamo a chiedere un incontro per illustrare la nostra idea che crediamo vada nella direzione di un segnale dell’attenzione e del rispetto che questa amministrazione, tutta insieme, vuol dare alla storia e ai valori della città».