Rieti, Camera di commercio accorpata a Viterbo: in campo sindaco e Cna, i sindacati attaccano Regnini

Altra Testata - 12/12/2016

– Preoccupa l’accorpamento della Camera di Commercio di Rieti con quella di Viterbo. Intervengono il sindaco, la Cna e sindacati.

IL SINDACO PETRANGELI

“Il processo di accorpamento delle Camere di Commercio entra nel vivo e per questo è bene che il territorio rivendichi il proprio ruolo e le garanzie necessarie affinché non ci sia l’ennesima sperequazione ai danni di Rieti e della sua provincia. Bisogna tutelare i livelli occupazionali, mantenere sul territorio i servizi per le imprese e fare in modo che non si abbandonino le tante iniziative nelle quali la Camera di Commercio è impegnata insieme alle altre Istituzioni locali (in primis la Sabina Universitas). Solo con questo spirito potremo evitare che la riorganizzazione del sistema camerale rappresenti un ulteriore impoverimento del territorio”.

LA CNA DI RIETI

“La Cna di Rieti ritiene che il problema dell’accorpamento delle Camere di Commercio debba essere risolto utilizzando come criterio discriminante l’interesse delle imprese. Se si utilizza questo criterio, si scopre che solo la creazione di un’unica Camera che accorpi tutte le strutture del Lazio, può massimizzare quello delle imprese reatine; per avere conferma basta vedere quante opportunità la Camera di Commercio di Roma riserva alle sue imprese. Ogni altra soluzione muove da altre logiche e soddisfa altri interessi. Questa la posizione anche della Presidenza della CNA del Lazio”.

I SINDACATI

“FP Cgil Rieti Roma EVA, Cisl Fp Roma Capitale e Rieti, UIL FPL Rieti, esprimono tutta la propria preoccupazione per quanto sta accadendo in merito all’accorpamento delle CCIAA di Viterbo e Rieti”: lo fanno tramite i segretari Massimiliano De Santis, Paola Aguzzi e Valter De Santis.

“Nel constatare che ancora una volta il territorio reatino viene fortemente penalizzato dalle riforme previste dalla legislazione nazionale, nel merito della fusione tra Rieti e Viterbo, non possono non porre l’attenzione su quanto emerso, invece, in un incontro svoltosi il giorno 1 dicembre 2016 con il Presidente dell’ente camerale Vincenzo Regnini. A fronte delle preoccupazioni esternate dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori stessi, circa il mantenimento sul territorio reatino dei livelli occupazionali e delle professionalità del personale, nonché dei servizi resi al sistema imprenditoriale locale, il Presidente aveva rassicurato il tavolo che avrebbe difeso il mantenimento di tutti i livelli occupazionali, sia del personale camerale che di quello dell’Azienda speciale, e il mantenimento di una sede distaccata a Rieti”.

“Apprendiamo invece con sconcerto e stupore, da un articolo pubblicato a cura della Camera di Commercio di Viterbo sui giornali locali, che Rieti diverrà un mero presidio territoriale di prossimità (sic!), soluzione questa  che  metterebbe  a rischio non solo la sicurezza degli attuali posti di lavoro, ma soprattutto la vicinanza dell’ente camerale alle esigenze del mondo imprenditoriale locale che vedrebbe seriamente compromessa l’erogazione dei servizi”.

“Sarebbe invece auspicabile che, come avvenuto in altre realtà della nostra regione, al di là dell’assegnazione della sede legale della nuova Camera,  si realizzasse una ripartizione di funzioni tra enti aventi pari dignità, senza che una provincia risulti prevalente sull’altra. E non possiamo considerarci soddisfatti che nel nostro  territorio venga mantenuta soltanto la sede legale dell’azienda speciale risultante dall’accorpamento. Tutto questo nel silenzio assordante del presidente regnini che non ha ritenuto opportuno informare i dipendenti camerali di cio’ che si stava effettivamente realizzando” aggiungono Cgil, Cisl e Uil.

“Restiamo – dicono i sindacati – ancora più sconcertati dal fatto che, prima delle deliberazioni camerali per dare seguito alla fusione delle due Camere di Commercio, le amministrazioni interessate non si siano preoccupate di risolvere il problema dell’equilibrio economico/finanziario del nuovo soggetto giuridico. Infatti da notizie ricevute nel corso del suddetto incontro, le due Camere di Commercio presentano pesanti  disavanzi di bilancio che non permettono la funzionalità della nuova CCIAA Viterbo – Rieti, sia nell’erogazione dei servizi, che nella garanzia degli attuali posti di lavoro”.

“Al di là del numero minimo delle 75mila imprese, individuato dal legislatore come bacino congruo per garantire la sostenibilità economica della costituenda Camera, il punto fondamentale rimane la necessità di intervenire preliminarmente attraverso un  rafforzamento strutturale dal punto di vista economico finanziario indispensabile a garantire la sopravvivenza del nuovo ente. Da ciò che risulta, nessuno degli atti adottati prevede l’auspicata ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, con l’inclusione di Civitavecchia e della Sabina romana nell’area di competenza della Camera del Nord, o altro meccanismo di cui il Presidente si era fatto garante. Facciamo appello alla politica  locale tutta affinché’ si adoperi perché’ il territorio reatino non venga ulteriormente penalizzato, sia dal punto di vista occupazionale, che dei servizi” concludono i sindacati.