«Riapriamo i sottopassi» Il Comune trova la strada nei tunnel delle stazioni

La Prealpina - 08/02/2017

Esci dalla stazione delle Nord e vedi il cartello che indica il sottopassaggio. Attraversi il piazzale, passi dietro alla pensilina del bus ed ecco la scalinata che dovrebbe condurre al tunnel. Peccato che sia sbarrata. In fondo ai gradini, tra due lati di mura imbrattate e sudice, c’è il cancello chiuso. Non si passa. Oltre le inferiate, uno stuolo di rifiuti. Quello dovrebbe essere il percorso sotterraneo che collega piazzale Trento ai supermercati, dall’altro lato della strada, di Upim e Carrefour. Inaccessibile. Lo stesso vale per i due sottopassaggi davanti al centro commerciale: entrambi chiusi, stavolta dall’alto, nemmeno i gradini sono più raggiungibili. Chiusi da quanto? E perché? Il sottopasso delle Nord è “fuorigioco” da anni, salvo aperture ad intermittenza nel periodo estivo; gli altri due, quelli che si distendono nel ventre di via Milano, sono stati sigillati da poco più di un anno.

Il motivo? Degrado, bivacchi notturni, poca sicurezza. E così, in assenza di questi tunnel che avrebbero il vantaggio di far transitare i pedoni senza il rischio di attraversare tra le auto, tutto avviene in superficie: nel caso di piazzale Trento, chi deve andare in via Milano o verso via Dandolo affronta, pur non dovendo, il traffico di via Casula. Una situazione insomma di pericolo come confermato dall’incidente accaduto domenica sera: una donna è stata investita, per fortuna senza gravi conseguenze, da un’ambulanza mentre attraversava appunto dalla stazione al supermercato. Questo il quadro. Ma non resterà così. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Davide Galimberti, ha intenzione infatti di riaprire i sottopassi chiusi. E per farlo ha preso contatti con i proprietari dei “tunnel”, il gruppo che detiene il marchio Upim, per trovare un accordo.

È bene precisare che quei sottopassaggi sono ad uso pubblico e quindi Palazzo Estense ha buone ragioni per chiederne il ripristino. In condizioni ovviamente di decoro e sicurezza.

A rivelare che presto ci sarà un contatto tra le parti per valutare la riapertura e a quali condizioni, è il consigliere di maggioranza Mauro Gregori, della lista Galimberti, che farà parte, insieme agli assessori competenti, Daniele Zanzi (polizia locale) e Andrea Civati (Lavori pubblici e urbanistica), della delegazione comunale. «Se il problema è il degrado, bastano più attenzione e pulizia. Se il problema è la sicurezza, basterebbero le telecamere, funzionanti, agli ingressi e lungo i sottopassi. Trovo ingiustificabile che questi percorsi che evitano i rischi dell’attraversamento nel traffico, restino inutilizzati per questioni risolvibili». E infatti, l’obiettivo è di trovare le soluzioni per riaprire i cancelli senza portarsi dietro il “retaggio” del passato.

«Tutte le città puntano sui sottopassi e anzi se possono ne costruiscono di nuovi per agevolare i pedoni. Qui no: li abbiamo e li teniamo chiusi»: così Gregori. Che cita poi l’esempio di Perugia: «Chilometri su chilometri di tunnel per muoversi a piedi in città senza il contatto col traffico». Resta sempre, sullo sfondo, il discorso della sicurezza più che del degrado. I sottopassi tra le Nord, i supermercati e via Milano, furono sbarrati anche per la presenza di senzatetto. «Non può essere questo l’elemento che ci deve scoraggiare dal riaprire i sottopassi. Troviamo i rimedi».

La precedente amministrazione, di centrodestra, pur riconoscendo l’utilità dei sottopassaggi, ne aveva di fatto avallato la chiusura (dei tre in questione), ritenendo che non valesse la pena di correre pericoli, anche solo potenziali. Una resa? Forse in parte. Che però la nuova amministrazione non intende accettare. «Se riusciamo a tenere aperti e anzi a valorizzare i sottopassi di via Morosini, non capisco perché lo stesso non sia possibile per quelli di via Milano e piazzale Trento».

La sfida è lanciata: riaprire tutti i sottopassi. Anche perché, nel frattempo, davanti a Upim, è stata ingaggiata una guardia giurata per i controlli. E i bivacchi ora girano al largo. Motivo in più per valutare la “rinascita” dei tunnel.

Portici illuminati: in via Volta la prima tappa

Portici di via Volta, lato sinistro. Il passaggio è occupato da un camion con braccio elevatore e cestello in cima. Un operaio, appena sotto il soffitto, smonta la plafoniera, controlla i collegamenti, svita la lampadina ormai defunta e la sostituisce con una nuova a basso consumo energetico. Sono le undici del mattino, i passanti aggirano il mini-cantiere, e osservano. Alcuni commentano: «Era ora». Quello è infatti uno dei portici con poca, per non dire nulla, illuminazione.

Il caso era stato sollevato di recente da Antonella Zambelli, fiduciario di Varese della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e titolare di una nota caffetteria-torrefazione all’angolo di via Manzoni, Aveva sollecitato il Comune, nello specifico il vice sindaco Daniele Zanzi, a mettere mano al problema delle luci. La prima risposta a quell’appello è arrivata, dunque, ieri con le nuova lampade nel tratto dei portici che sfocia in piazza Monte Grappa. Un buon inizio. «Che deve proseguire anche negli altri portici» osserva Zambelli, uscita ieri per vedere appunto l’intervento dall’altro lato della strada.

La questione non è però così semplice. Dire “intervenite”, non è come invocarlo per un lampione a bordo strada. I portici infatti sono di proprietà privata con servitù di passaggio pubblico. Tradotto: alcune incombenze sono a carico dell’amministrazione comunale, che beneficia del transito per i suoi cittadini, altre dei proprietari. Il discorso della sostituzione di impianti e lampade graverebbe comunque su Palazzo Estense.

La responsabile varesina della Fipe mostra la situazione nel suo tratto di portici, quello esterno della galleria Manzoni: i punti luci sono collocati al margine del soffitto e praticamente illuminano (quasi) solo la strada. «Senza contare che fanno luce come se dentro ci fosse solo una candela accesa». Messi così, servono a poco alla sicurezza dei pedoni (sotto il portico). «Aspettiamo di confrontarci con l’amministrazione comunale per valutare l’arretramento dell’illuminazione. Come sotto gli altri portici, la lampada dovrebbe essere al centro del passaggio, non a lato strada».

L’interno della Galleria è invece abbastanza illuminato; gli impianti sono in funzione (grazie a recente manutenzione da parte del Comune). E in questo caso, le spese per la corrente sono così ripartite: di giorno, con i negozi aperti, sono a carico del privato, di sera (quando si abbassano le saracinesca) la quota di bolletta spetta al Comune.

«Abbiamo evidenziato – conclude Antonella Zambelli – anche il problema dell’illuminazione in largo Sogno: la zona di sera è buia, al di là delle insegne private. Il Comune ci ha detto che l’impianto di illuminazione verrà sostituito in primavera. Ci chiediamo se non sia possibile anticipare l’intervento, la stagione con meno luce è questa».