Rho-Gallarate Potenziamento ferrovia Il Cipe ha dato via libera

La Prealpina - 31/08/2017

I soldi già c’erano, adesso anche il Cipe ha dato il suo benestare. Manca ancora l’ultimo passaggio formale, quello davanti alla Corte dei conti, poi il progetto di potenziamento della tratta ferroviaria Rho – Gallarate potrà uscire da un cassetto ed essere finalmente realizzato. Come e quando è ancora tutto da capire: tra il progetto preliminare e il definitivo molto giocheranno le compensazioni concesse al territorio, in linea di massima il cantiere dovrebbe essere aperto da qui al 2021. Di certo però il terzo binario si farà. Perché a differenza di un anno fa, quando i milioni a disposizione erano meno di un decimo dei necessari, adesso i soldi ci sono.

Lo scorso dicembre il Governo aveva approvato la legge di stabilità che tra le altre cose aveva messo sul piatto la bellezza di dieci miliardi di euro da destinare a rete Ferroviaria Italia per l’ammodernamento e il potenziamento delle strade ferrate. Nei giorni scorsi il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato il contratto di programma tra ministero delle Infrastrutture e Rfi relativo agli investimenti nel quinquennio 2017 – 2021. Il contratto finalizza i dieci miliardi che erano stati appostati in finanziaria, che salgono poi a 13 grazie ad altre disposizioni di legge varate tra il 2012 e i 2016. Complessivamente, il documento prevede 200 miliardi di investimenti in tutta Italia, dei quali solo 66 finanziati. Ma tra questi ultimi c’è appunto il potenziamento della Rho-Gallarate, che già lo scorso anno il ministro Graziano Del Rio aveva giudicato di importanza strategica per la Lombardia. Il progetto prevede la posa del quarto binario su poco meno di dieci chilometri tra Rho e Canegrate (più o meno all’altezza della Parcol), più un terzo sui poco meno di 20 tra Canegrate e Gallarate. Complessivamente, si parla di un investimento di 727 milioni di euro. Per i prossimi 5 anni, Rfi intende partire dal primo tratto, quello tra Rho e Canegrate, per un totale di 402 milioni. Nel giugno 2016 il Cipe aveva approvato lo stanziamento dei primi 32 milioni, ora nel capitolo “Valorizzazione delle reti regionali” (1,3 miliardi in tutto) ce ne sono altri 382. Sufficienti quindi per realizzare il potenziamento del primo tratto, anche tenendo conto dell’inevitabile lievitare dei costi da qui a cinque anni.

Per quarto riguarda il secondo tratto, quello che interessando anche Legnano prevede una spesa di altri 325 milioni, se ne parlerà forse nel contratto per gli investimenti 2021-2026. Ma questo si vedrà più avanti, sicuramente dopo che sarà stato approvato il primo progetto definitivo che come promesso da Rfi dovrà essere concordato con Regione Lombardia e con i Comuni della tratta.

I sindaci: «Ora serve un bel progetto»

 

Chi è favorevole (i pendolari), chi è contrario (i proprietari che già nel 2009 erano stati minacciati dagli espropri), chi invece non si sbilancia e per il momento punta a saperne di più. Il terzo (o quarto binario) è un’opera che fa discutere l’Alto Milanese da almeno quarant’anni. Da quando cioè negli anni Settanta per la prima volta era risultato evidente la necessità di rivedere la stazione ferroviaria di Legnano, già allora ritenuta inadeguata a sostenere il traffico delle merci e di migliaia di pendolari.

Da quando lo scorso anno Rfi ha rimesso mano al progetto, gli schieramenti dei pro e dei contro si sono definiti meglio: da una parte il comitato pendolari che chiede un servizio più efficiente, dall’altra il Comitato Rho – Parabiago che invece sostiene che per ottenere efficienza basterebbe far funzionare meglio quello che già c’è. Tra le voci contro il progetto, una delle più attente e autorevoli è quella del sindaco di Vanzago Guido Sangiovanni. Vanzago è il Comune che nel 2009 risultava maggiormente penalizzato dagli espropri, e anche adesso che il Cipe ha dato il via libero al nuovo progetto l’amministrazione ha subito messo le mani avanti. «Come sempre sostenuto dal comune di Vanzago – afferma la giunta Sangiovanni – il potenziamento della Rho-Gallarate deve essere un’occasione per migliorare il trasporto ferroviario, quindi deve essere adeguatamente motivato, massimamente condiviso e ben progettato». «Purtroppo – continua l’amministrazione -, nonostante i diversi decenni di cui si parla di tale potenziamento, ad oggi ancora non è chiaro cosa e come si voglia sviluppare né è definito l’iter procedurale da seguire, visto che sino ad oggi i vari progetti definitivi sono stati tutti bocciati, due volte dalla magistratura e una volta dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Sono stati bocciati anche perché difformi dal progetto preliminare e non adeguati sotto diversi i punti di vista tecnici-economici-programmatici-trasportistici». «Il progetto preliminare con il triplicamento integrale da Rho a Gallarate è sempre valido – ricorda il Comune – ma Regione Lombardia ha cambiato i modelli di esercizio nel corso degli anni e non lo reputa più compatibile».

Se la posizione di Vanzago è chiara, quella degli altri Comuni non lo è da meno. Nerviano, ad esempio, con in quarto binario ha tutto da guadagnarci perché con il potenziamento della linea otterrebbe la nuova stazione di Cantone. Canegrate invece è favorevole al potenziamento della rete ferroviaria, ma a patto che il nuovo binario sia interrato. L’ipotesi era già scartata nel 2010, ma il sindaco Roberto Colombo, appena riconfermato, non demorde. Se a suo tempo ci riuscì Castellanza, forse vale davvero la pena di insistere.