Restauro della cupola nella basilica di Santa Maria Assunta

Non si può non essere in sintonia con il prevosto, monsignor Ivano Valagussa, recependo la riflessione per cui la basilica di Santa Maria Assunta rappresenta, al di là delle fedi religiose, una icona della città dei due galli. Nonché una testimonianza monumentale di storia sia architettonica che artistica. Da qui la conseguente valorizzazione che è iniziata, nel comparto generale della prepositurale di piazza Libertà, lo scorso anno attraverso importanti interventi di restauro e riqualificazione, affidati all’azienda cittadina Gasparoli srl.

La scorsa settimana, lo è anche in questi giorni, la basilica è rimasta chiusa; motivo, l’approntamento delle nuove impalcature, nuove perché stanno gradatamente avanzando, ora collocate nella zona centrale. Puntando ad un prezioso quanto delicato maquillage sulla grande cupola centrale. Lo staff della Gasparoli e del personale che i lavori segue ha, sin dall’avvio dei vari interventi, documentato il procedere dei lavori, attraverso riprese televisive e con tutto quanto la medialità offre, in modo da poter testimoniare, e consegnare a futura memoria, l’eccezionalità dei restauri e della riqualificazione.

Se la cromatica vetrata della Vergine Assunta, nella parte superiore dell’ingresso centrale della basilica, ha già richiesto minuziose attenzioni, non da meno saranno struttura e immagini della centrale cupola. Negli otto spicchi sono, dal basso verso sinistra, rappresentati: Santo Stefano, Santa Lucia, San Sebastiano, Santa Eurosia (la compatrona di Gallarate, patrono San Cristoforo), Gesù Cristo risorto, Santa Apollonia, San Calimero e Santa Caterina d’Alessandria. Stupendi dipinti realizzati da Luigi Cavenaghi, professore emerito all’accademia di Belle Arti di Milano.

Per cui, prima che vengano restituiti, come si sul dire, agli antichi splendori, meritano davvero di essere colti, nella loro suggestiva bellezza, con sensibilità e con, come si suol dire, acquiescente naso all’insù.