Renzo Oldani e la magia della Tre Valli: «E’ molto di più di una corsa ciclistica»

Quasi cent’anni di corsa. Di una corsa, la Tre Valli Varesine, che quest’anno taglia il traguardo delle 99 edizioni. Una storia che da quando è partita non si è mai interrotta se non per un anno e a causa delle Seconda Guerra Mondiale. Uno stop che non ha compromesso amore e passione, ma soprattutto il forte legame tra questa gara, il territorio in cui si corre e la gente, che a ogni edizioni, si ferma lungo le strade per vederla passare. Come fosse una bella donna. A organizzare la Tre Valli è, praticamente da sempre, la Società ciclistica Alfredo Binda, che vanta anche l’organizzazione dei Mondiali di ciclismo del 2008 a Varese. E dal 2005 in cabina di regia della Binda e quindi anche di quel Mondiale e della Tre Valli c’è Renzo Oldani, che l’altro giorno ha visitato la redazione di Malpensa24 e incontrato l’editore Fabrizio Iseni.

Renzo Oldani, la Tre Valli, soprattutto negli ultimi anni, è cresciuta, ha cambiato volto ed è diventata una gara di altissimo livello e richiamo internazionale. Parlare però solo di corsa ciclistica sarebbe riduttivo. Perché?
«Credo che oggi si possa parlare di un evento piuttosto articolato, più che di una corsa ciclistica. Anzi, la Tre Valli è fatta di tanti eventi e tutti di grande richiamo per gli appassionati di ciclismo e non. Possiamo dire che la Tre Valli è tutto l’anno e non in un giorno solo».

Quindi anche quest’anno è confermato “l’intero pacchetto” degli appuntamenti? «Certo. Piccola Tre Valli, Cronoscalata Brusimpiano Ardena, II Trofeo Comune di Besozzo, Cronometro e Gran Fondo e l’8 ottobre la Tre Valli. Ma abbiamo anche qualche progetto in cantiere».

Quale?
«Il ciclismo è certamente competizione. La bicicletta però è anche un mezzo di trasporto green. Chi va in bici lancia un messaggio importante di promozione della mobilità sostenibile e di rispetto dell’ambiente. Ecco ci piacerebbe creare un evento dove anche quest’aspetto della mobilità sostenibile venga fuori ancor più forte. Attraverso la bicicletta, ma non solo. L’idea è di organizzare in occasione della Gran Fondo anche una mezza maratona. Su questo stiamo lavorando con il Comune di Varese».

oldani tre valli
Un evento tira l’altro insomma. Da dove nasce l’evoluzione della Tre Valli da semplice appuntamento sportivo a evento capace di coinvolgere l’intera provincia e non solo?
«Abbiamo la fortuna di avere un percorso naturale eccezionale e che, solo per stare sull’aspetto tecnico, fa della Tre Valli una gara di livello internazionale. E siamo fortunati due volte, perché oltre al percorso abbiamo un territorio bellissimo. Che quando passa in televisione durante le dirette della gara sulla Rai e in molte televisioni straniere, suscita stupore. Ecco questi sono due elementi, o forse sarebbe meglio dire talenti, su cui abbiamo puntato».

D’accordo la fortuna del bello concesso da Madre natura. Ma bravura e competenze per organizzare ogni evento e fare di un’idea un progetto concreto non le consideriamo?
«Io ho un’altra visione»

Quale?
«Se si è soli non si va da nessuna parte. Quindi dico che la bravura è di tutti coloro che sono coinvolti in questi eventi. Nessuno escluso. Prendiamo la Gran Fondo. Tre anni fa Sport commission e Camera di commercio ci hanno spinto a organizzare un evento che avesse una ricaduta su tutto il territorio. Così nasce questo evento che coinvolge più di 6 mila persone, provenienti da 61 paesi di tutto il mondo. E che ha portato un indotto sul territorio calcolato in 4 milioni e mezzo di euro».

E anche qualche resistenza, però.
«E’ una manifestazione che ha un grande impatto sulla viabilità dei Comuni attraversati. Normale che i sindaci all’inizio fossero preoccupati. Però il loro contributo è stato fondamentale. E ora hanno anche compreso il vero valore della Gran Fondo. Quindi, bravi anche loro».

Sport, promozione del territorio e anche eventi benefici. Non vi fate mancare nulla?
«Quello sociale è un aspetto al quale teniamo molto. Alla cronoscalata di Brusimpiano è abbinata una raccolta fondi per il recupero della chiesa di Ardena, abbiamo fatto iniziative per il centro Gulliver. E quest’anno, in occasione della Tre Valli, organizzeremo una pedalata in collaborazione con la Fondazione Piatti. Insomma se possiamo dare una mano non ci tiriamo certo indietro».

Delle 98 edizioni della Tre Valli ne ha viste e organizzate parecchie. Qual è stata la più complicata?
«Non ricordo l’anno, ma le temperature: c’erano 3 gradi ad agosto. E una pioggia torrenziale che non smetteva di cadere. Vennero anche ridotti i giri di gara. Insomma una situazione non semplice da gestire. Anche quella però fa parte della storia».

E’ l’edizione più bella e che ricorda sempre con piacere?
«Qui non ho dubbi: quella che devo ancora organizzare».

Che poi, se consideriamo che l’edizione di quest’anno è già più o meno messa a punto, è quella del centenario, giusto?
«Infatti. Ci stiamo già pensando e abbiamo in mente un grande progetto»