Rendiamo la provincia più attrattiva per le aziende

La Prealpina - 07/04/2016

Il cuore produttivo di Whirlpool resta in provincia di Varese. È questo l’elemento importante e decisamente forte da un punto di vista economico e sociale, che gli imprenditori del territorio intendono mettere in luce. L’Unione Industriali della provincia di Varese, lo sottolinea con forza in una nota ufficiale, mettendo in primo piano il “positivo” prima delle preoccupazioni.

«E’ bene tenere innanzi tutto presente – scrivono gli industriali – che la scelta di Whirlpool di spostare su Milano il quartier generale Emea non incide sul fatto che il gruppo manterrà in provincia di varese il proprio cuore produttivo e industriale, nonchè le proprie fondamentali attività di ricerca e sviluppo prodotti. Parliamo di un polo regionale e di laboratori che danno lavoro a oltre duemila persone e di cui Whirlpool conferma la centralità nella propria strategia, anche alla luce dei recenti e importanti investimenti effettuati».

Fin qui il bicchiere mezzo pieno. Poi, però, c’è anche il rovescio della medaglia, vale a dire le preoccupazioni che inevitabilmente nascono come conseguenza di questa decisione. In primis il livello di attrattività della provincia di Varese sulle imprese italiane e straniere.

«Scelte come quella di Whirlpool – prosegue Univa nella nota – confermano implicitamente come la più ampia attrattività dei territori stia diventando uno degli elementi dirimenti per le scelte industriali delle imprese. La decisione della multinazionale americana deve, dunque, suonare da stimolo perchè anche nella nostra provincia si possano fare le scelte più opportune per mantenere e richiamare nel Varesotto le attività imprenditoriali». A ciò si aggiunge anche la «perdita della presenza di un importante management che ha sempre rappresentato non solo una risorsa economica ma anche un patrimonio di respiro internazionale».

Parla invece di «vulnus » per la provincia intera Renato Scapolan (nella foto), presidente della Camera di Commercio varesina. «Perdere il centro direzionale di una azienda che da sempre ha il suo cuore pulsante sul lago di Varese – commenta – è qualcosa di molto importante e doloroso. Di certo non è questa l’eredità di Expo che ci aspettavamo. Compensare una perdita del genere non sarà facile ma come Camera di Commercio vogliamo in tutti i modi cercare ogni altra opportunità che possa offrire occasioni di sviluppo al territorio varesino».