«Rendiamo giovani le imprese storiche»

La Prealpina - 01/07/2016

«Siate start up tutti i giorni , anche se la vostra impresa è alla settima generazione». Sono un augurio e una esortazione le parole che Eleonora Merlo, presidente del gruppo Giovani Imprenditori della provincia di Varese, rivolge ai propri associati. L’occasione è l’assemblea annuale (presenti in sala anche il presidente dell’Unione Industriali varesina, Riccardo Comerio e il direttore Vittorio Gandini) e il tema messo al centro dell’attenzione è delicato e fondamentale al tempo stesso. il passaggio generazionale. A discuterne, con la presidente, anche il rettore della Liuc,Federico Visconti, e il vice presidente giovanni imprenditori Confindustria, Francesco Ferri. Con loro anche tre imprenditori, Katia De Ros, Giancarlo Saporiti e Giuseppe Sartore, che, coordinati da Luca Marcolin, hanno raccontato il loro passaggio generazionale in azienda.

«In un tessuto imprenditoriale longevo come quello varesino – ha sottolineato Merlo – con quasi 660 aziende iscritte al registro della Camera di Commercio con anno di fondazione precedente al 1950, la questione diventa di grande rilievo e non riguarda soltanto la successione diretta padri-figli. Arrivati alla terza o quarta generazione, le questioni diventano complesse da un punto di vista societario ma anche personale. La nostra sfida è quella di rendere giovani le imprese che, anagraficamente parlando, non lo sono più da tempo».

E non si creda che non si tratti di un passaggio fondamentale, «soprattutto in un periodo come questo – ha spiegato il rettore della Liuc, Federico Visconti – in cui il pressing della competizione mondiale obbliga gli imprenditori a trovare modelli di governance che siano garanzia di scelte di gestione adeguate». Perchè, in ogni caso, il fine ultimo delle aziende deve essere quello che Comerio ha chiamato l’«ossessione della crescita», certamente però da adeguare alle caratteristiche delle aziende varesine.

Insomma, approfondendo l’argomento, si capisce come il passaggio generazionale sia realmente un tema di stretta attualità. Lo ha sottolineato anche Francesco Ferri, vice presidente Giovani Imprenditori Confindustria. «Il passaggio generazionale sembrava un tema passato di moda – ha detto ieri ai colleghi riuniti a Ville Ponti – invece è una delle problematiche chiave delle nostre imprese, in cui il 60 per cento dei titolari ha oltre settant’anni. Una cosa però è importante. Il passaggio non deve essere una cesoia rispetto alla generazione precedente. Per questo sarebbe corretto parlare di continuità generazionale, ovvero l’unione tra tradizione imprenditoriale e innovazione fatta di nuovi strumenti tecnologici da internet ai social network ma anche la manifattura 4.0». Piatto ricco, dunque, dentro al quale gli under 40 devono riuscire a camminare con le loro gambe e, contemporaneamente, a tenere in piedi le aziende. «L’errore è sicuramente quello di concentrarsi troppo sugli strumenti legali – ha sottolineato Merlo – divisione delle quote agevolazioni fiscali e quant’altro di cavilloso. La strategia deve essere quella di condividere tutti insieme in azienda la strategia da percorrere. Insieme è la chiave: è una questione di atteggiamento prima ancora che di operatività. Dobbiamo saper ricreare lo spirito innovativo, tipico delle start up in ogni passaggio generazionale. E’ anche una questione culturale. Anche da qui passa la costruzione di una nuova imprenditorialità, fondamentale per la crescita del territorio e del Paese»