Regole chiare e dialogo per vivere bene in azienda

La Prealpina - 04/07/2017

Abbiamo letto con attenzione quanto scritto in merito alla denuncia della Cisl in relazione al “peggioramento del clima aziendale”, alle difficoltà dei giovani nelle imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, all’aumento dei contenziosi, alle malattie professionali legate “al trattamento riservato ai lavoratori” e agli atteggiamenti vessatori nei confronti del personale. Esprimiamo profonda amarezza e vorremmo rivolgere, attraverso queste colonne, anche al sindacato, alcune considerazioni. La nostra associazione, ad oggi, rappresenta oltre ottomila imprese della provincia di Varese: imprese diverse per dimensioni, settore di interesse e anzianità imprenditoriale (startup, aziende storiche, aziende impregnate nel passaggio generazionale…). Sappiamo bene, e dire il contrario significherebbe negare un’evidenza che a volte sfocia in drammatici fatti di cronaca, che la crisi – che non è finita, almeno non per tutti – ha sicuramente acuito alcune criticità. Ma è bene, nel merito, definire la portata e la dimensione del fenomeno, che ci risulta molto circoscritto, per evitare di innescare un circuito vizioso e una conflittualità che certo non sono nell’interesse del sistema imprenditoriale e dei lavoratori. Siamo consci, come associazione, della presenza di zone grigie nel mondo del lavoro, anche in provincia di Varese, così come siamo consapevoli del ruolo di tutela e garanzia dell’occupazione (e della buona occupazione) del sindacato. Tuttavia la buona occupazione è interesse del dipendente così come del datore di lavoro, soprattutto nelle piccole e medie imprese. Dove, è vero, talvolta mancheranno badge e cartellini, ma è forte il senso di condivisione dell’obiettivo: il rafforzamento dell’impresa a beneficio del mantenimento dell’occupazione.Il tutto in un quadro di regole chiare, semplici e condivise. Il primo passo, in questo senso, tocca al legislatore: vessare l’impresa con una tassazione non commisurata alla qualità dei servizi, ed esporla a un carico burocratico spesso antistorico, non fa che ostacolare la ripresa e la fiducia di chi, ricordiamocelo, assume su di sé rischi e responsabilità a volte non semplici da sopportare. Iniziare, tutti insieme, a insistere affinché in Italia si diffonda la consapevolezza della “giusta regola” alla base di una “buona economia” è senza dubbio un impegno che, come abbiamo espresso con chiarezza in occasione del congresso provinciale del 14 maggio, ci assumiamo senza esitazione. Regole di sistema e regole “interne”: perché una buona convivenza nelle imprese non può che partire dallo stesso principio. Chiarezza e rispetto reciproco di norme condivise. Da mesi Confartigianato Varese, nell’ambito di AreaLavoro, è impegnata in una campagna di sensibilizzazione presso gli imprenditori affinché adottino il regolamento aziendale, strumento in grado di mappare il contesto e di definire norme e comportamenti, regole, procedure e principi che corrispondano alle esigenze dell’azienda e dei dipendenti. Norme comportamentali, regole, procedure e principi che vengono poi messi nero su bianco, spiegati e sottoscritti. Costruire e diffondere una nuova cultura della regolamentazione e della reciproca responsabilizzazione può, di sicuro, rappresentare un punto di forza in un contesto storico di enormi cambiamenti, anche economici. Migliorando quel clima aziendale che è la vera, immensa e mai abbastanza valorizzata risorsa di tutte le imprese, a cominciare da quelle di dimensioni più contenute. Un’accurata analisi delle eventuali criticità, condotta anche sinergicamente con Cisl dei laghi, potrà fornirci precisi dati in merito, per proseguire lungo questo percorso. Ricordiamo infine che il 26 novembre scorso, Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un’intesa storica con la sottoscrizione dell’accordo per la riforma del modello contrattuale e della rappresentanza. Un’intesa che, tra le altre cose, potenzia il decentramento contrattuale per dare risposte specifiche e sempre più complete alle aziende operanti nei diversi territori italiani. E introduce, accanto alla contrattazione regionale, la possibilità di articolare la contrattazione di II livello anche nella dimensione aziendale. Allo stesso modo, in seguito a specifica opzione da parte del lavoratore, viene prevista la possibilità che eventuali premi di produttività vengano corrisposti tramite prestazioni di Welfare, con importanti benefici contributivi e fiscali a favore delle aziende e dei dipendenti. I cambiamenti iniziano dalla condivisione, dalla chiarezza, dalle regole, dal dialogo e dal reciproco impegno.