Regione Lombardia – Alto Varesotto «Difendiamo il Nord»

La Prealpina - 22/01/2020

Il consiglio regionale approva all’unanimità la mozione presentata dalla maggioranza di centrodestra che chiede alla giunta l’istituzione di un tavolo tecnico che sia in grado di individuare in Lombardia le cosiddette Aree di Propulsione Economica (Ape), zone in cui favorire le categorie commerciali e produttive provenienti da fuori regione e dall’estero con criteri speciali di semplificazione normativa e burocratica, oltre ad agevolazioni fiscali. Doppia velocità La mozione dà lo spunto per tornare a parlare delle famose Zes (Zone Economiche Speciale), il cui iter pare ormai impantanato, e per fare il punto su quello che è il quadro della provincia di Varese, un’area che si presenta a doppia velocità. Da una parte c’è il Sud che gode di buoni collegamenti e beneficia della vicinanza di Milano e di Malpensa. Dall’altra c’è il Nord che soffre per l’insufficienza o l’inadeguatezza delle infrastrutture e per la forte concorrenza della Svizzera. A parlare di questi argomenti è il consigliere regionale della Lega Marco Colombo che, a margine del dibattito in assemblea, pone in maniera decisa il tema della salvaguardia dell’Alto Varesotto dove le aziende preferiscono andarsene e il territorio fa fatica a star dietro alle sfide del momento. Lui che è imprenditore ed ex sindaco di Sesto Calende avverte questa penalizzante situazione e prova a trovare delle soluzioni all’insegna di uno slogan che sembra ripreso dalla Lega degli albori («difendiamo il Nord») ma in questo caso si riferisce non al Settentrione d’Italia ma alla specifica area della provincia di Varese. Concorrenza svizzera «Le Aree di Propulsione Economica – specifica – hanno senso se servono nel concreto alle imprese del territorio. Adesso, purtroppo, il Nord della provincia di Varese sta soffrendo per due motivi principali: la difficoltà di collegamento e la concorrenza della Svizzera. Ora le aziende formano il personale che poi va oltreconfine perché guadagna di più. E non parliamo di trasporti. C’è la Vergiate-Besozzo, per esempio, che non è all’altezza con tutti quei semafori. Per fortuna abbiamo ottenuto di inserirla nel piano strategico della Regione per riqualificarla con un sistema di rotonda. Ma bisogna insistere». Bastano questi correttivi per ridare ossigeno all’imprenditorialità locale? Sarebbe un illuso chi credesse che, con pochi atti, si riesca a rimettere in carreggiata un sistema ormai in sofferenza. Difatti Colombo rinvia la discussione al tavolo tecnico dove si potranno studiare le migliori soluzioni. Ma, quel che è sicuro, non c’è più tempo da perdere. Rispetto e affiatamento Ora spetta alla politica – quella concreta non quella dei discorsi inutili – dare delle risposte perché i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Il consigliere leghista cita l’esempio di Whirlpool che ha detto addio a una storia imprenditoriale tipicamente varesina, scegliendo altri lidi. E questo provoca enormi contraccolpi. «Quando se ne vanno le aziende, muore l’indotto e soffrono le comunità che gravitano attorno ad esse. La presenza di un’impresa ben caratterizzata e localizzata sul territorio crea rispetto e affiatamento. Credetemi è il miglior collante per la vita sociale e pure familiare». L’alternativa, spesso, è la disgregazione. Proprio ciò che sta soffrendo in questo momento l’Alto Varesotto. Bisogna correre ai ripari