Regione finanzia, Varese investe

I numeri sono impressionanti ma, in un certo senso non c’è da stupirsi. La Lombardia è uno Stato nello Stato e, con le iniziative di sviluppo delle imprese, si applica (in parte) il principio per cui le tasse pagate vengono poi ridistribuite sul territorio. Come? Sono 58 ad oggi le misure attivate negli ultimi quattro anni dall’assessorato allo Sviluppo economico sull’intero territorio regionale e in provincia di Varese a beneficiarne sono state 590 imprese per contributi concessi pari a 39,2 milioni di euro di cui 5,7 milioni alle imprese del commercio e reti distributive, 1,7 turismo e attrattività integrata e 31,8 in attività produttive, terziario ed export.

Ma il modo in cui sono studiati i bandi, fa schizzare gli investimenti a circa 70 milioni di euro, poiché in molte linee di finanziamento, la Regione eroga una parte del denaro, il resto lo deve mettere il privato. Funziona? A volte, ma non sempre.

Tuttavia l’idea che vi sta dietro è chiara: in un mondo in cui i grandi e le multinazionali si prendono tutto, il Pirellone cerca di sostenere le piccole e medie imprese.

E’ quanto emerso ieri mattina a Ville Ponti, dove la Camera di commercio di Varese ha ospitato l’assessore regionale Mauro Parolini, il quale ha incontrato imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria anche per presentare le nuove linee guida. «L’unico modo – ha affermato – per difendere questa struttura capillare di pmi che ci ha reso grandi è di contribuire ai processi di messa in rete della conoscenza, della ricerca e dei mercati internazionali da esplorare».

E nel 2017 si replica: «L’investimento sarà pari a 400 milioni di euro per dare ulteriore spinta alle politiche di promozione dell’aggregazione, della contaminazione tra settori differenti e della valorizzazione delle filiere di eccellenza, quali driver di sviluppo. Inoltre stiamo lavorando alla creazione di un nuovo ecosistema amico dell’impresa, una rete di accoglienza dove la Pubblica amministrazione non è vista come un ostacolo all’iniziativa imprenditoriale, ma come un fattore di efficienza in grado di facilitarla accompagnandola attraverso un cammino condiviso e molto concreto con gli stakeholder locali».

E’ quello che si augurano gli imprenditori, che sanno bene come sia complicato partecipare a un bando dove, ogni tanto, vengono chieste domande e documenti a non finire che possono rappresentare una barriera di ingresso, a meno non ci si affidi a professionisti per sbrogliare la matassa. «Chiediamo meno burocrazia – ha confermato Giuseppe Albertini, presidente della Camera di commercio di Varese – ma la Regione sta comunque lavorando molto su un modello di forte interazione fra sistemi associativi, coordinata dalle Camere di commercio, che può essere ulteriormente replicata in altri ambiti».