Reddito pro capite Lombardia seconda

La Prealpina - 10/01/2017

Cresce il reddito procapite degli italiani, ma non in tutto il Paese. Nel 2015 l’entrata media nazionale si è attestata a 17.826 euro, con un incremento dell’1,6% rispetto al 2014 ma, all’interno del quadro nazionale, emergono forti differenze tra il Nord, dove si registra una crescita del 2,3%, e il Sud, che deve fare i conti con un periodo di stallo (0,1%). I dati sul reddito medio disponibile pro capite contenuti nei rapporti Bes pubblicati dall’Istat (anni 2015 e 2016), mostrano che la differenza si va ad aggiungere a una base di partenza che è già di per sé molto squilibrata.

Chi vive e lavora al Settentrione può contare in media su reddito imponibile medio di 20.838 euro, mentre i connazionali del Mezzogiorno – con 13.188 euro -, ne hanno a disposizione un terzo in meno. La forbice tocca i livelli massimi confrontando il reddito medio procapite nel Trentino Alto Adige, che ammonta a 22.188 euro, con quello in Calabria, dove si va di poco oltre i 12 mila euro.

Per usare una metafora ciclistica, la regione prima classificata è tallonata a ruota dalla Lombardia con 21.634 euro (+2,2% annuo) e l’Emilia Romagna con 21.509 euro (+2,3%). A tenere invece compagnia alla Calabria, in fondo alla lista delle regioni, troviamo la Campania con 12.588 euro (-0,5%) e la Sicilia con 12.838 euro (-0,7%). Confrontando i dati del 2014 con quelli del 2015, emerge che il Trentino si aggiudica il primo posto anche nella classifica degli incrementi, registrando un +4,2%, mentre la riduzione più significativa è quella del Molise, dove con 14.133 euro si segna un preoccupante -3%. Rispetto al dato nazionale (17.826 euro), i redditi del Nord, con 20.838 euro, sono più alti del 16,9%; non male nemmeno l’Italia Centrale che, con 18.652 euro supera la media del 4,6%. Il Sud paga la differenza, fermandosi a 13.188 euro (-26%). L’aumento medio del reddito potrebbe far pensare che il rischio di povertà sia diminuito ma, purtroppo, non è così. Nel 2015 l’indice di rischio povertà al Sud è arrivato a 34 punti (+0,8) mentre al Nord si è fermato a 11 (+0,2). Dall’ultimo rapporto emerge infine che la regione in cui si è concentrato il numero maggiore di persone a rischio povertà risulta essere la Sicilia (42,3 su 100), che ha incrementato il dato di 2,2 punti rispetto all’anno precedente.