«Qui tagliano gli investimenti e i Comuni non partecipano»

Il conto consuntivo 2015 della Provincia è passato, i problemi politici restano. Lo dimostra lo scambio d’accuse tra il capogruppo leghista Giuseppe Longhin e il presidente Gunnar Vincenzi il giorno dopo l’assemblea dei sindaci (86 presenti su 138) che ha dato il via libera al documento finanziario. Il Carroccio mostra il muso duro: «Mi domando come Comuni che hanno appoggiato questa amministrazione non si pongano nemmeno il problema di presenziare. È il caso di Besano e Viggiù che, pur avendo sindaci di destra, hanno portato voti a Magrini (nuovo vicepresidente, ndr). Mi domando anche come Comuni che hanno appoggiato il consigliere Ginelli (ex vicepresidente, ndr) nella sua transumanza da destra a sinistra e poi da sinistra a destra possano votare a favore, com’è il caso di Uboldo o astenersi come Arsago e lo stesso Jerago. È una politica opportunista, fine a se stessa, senza tutela, coerenza e rispetto verso i propri cittadini, con moralità vendute per un piatto di lenticchie». Una bella filippica, non c’è che dire. E non è tutto: «Mi domando con che coraggio i sindaci di Cairate, Casorate, Cassano Magnago, Caronno Varesino, Gavirate, Lonate Ceppino, Lonate Pozzolo e Luino comunicheranno ai propri cittadini che grazie alla loro assenza è stato approvato un rendiconto che ha tagliato investimenti già deliberati per milioni di euro». Pronta la replica di Vincenzi: «I Comuni, presenti in grande maggioranza, hanno dimostrato senso di responsabilità. Perciò le parole di Longhin sono irriguardose oltre che del tutto false. I tagli cui fa riferimento la Lega, per 42 milioni di euro, non sono stati tagliati ma spostati dal 2015 agli anni successivi perché la legge impone che la somma vada registrata negli anni in cui si prevede di realizzare gli interventi. Mi spiace che Longhin scelga di attaccare così solo perché l’esito della votazione non è stato quello da lui auspicato». Nella diatriba si inserisce Gavirate: il delegato ha risposto all’appello, ma non s’è presentato al voto. Qualcuno nel centrosinistra parla di ordine di scuderia arrivato all’ultimo momento, utilizzando lo stesso giudizio anche tanti Comuni della Comunità Montana Valli del Verbano e, in particolare, della Valcuvia, che non hanno mandato sindaci o delegati: Agra, Azzio, Bedero, Brenta, Brinzio, Brissago, Caravate, Casalzuigno, Cabiaglio, Castelveccana, Cremenaga, Cuveglio, Cuvio, Dumenza, Duno, Ferrera, Gemonio, Luino, Mesenzana, Orino, Rancio, Sangiano, Tronzano. Da ora in avanti, si ricomincia a lavorare sui temi concreti, ad iniziare dalla gestione dell’acqua.