«Qui mille porte in faccia,mi trasferisco in Sicilia per diventare contadino»

È da quando è bambino che Pierfilippo Moalli, 27enne gallaratese ma di famiglia siciliana, trascorre le sue estati a Trapani. Cinque anni fa ha deciso di non tornare più indietro e ora, guardandosi allo specchio con il volto pieno di sudore dopo un’intera giornata passata nei campi, sorride fiero per la scelta compiuta. Con un diploma ottenuto all’istituto tecnico agrario e tante porte in faccia ricevute in Lombardia, ha deciso di lasciarsi alle spalle le delusioni e una carriera universitaria che stentava a decollare per costruire al Sud il suo futuro. Socio da sempre di Coldiretti, nel 2015 è stato eletto delegato giovani per la provincia di Trapani e oggi è il protagonista di un’avventura imprenditoriale di successo che sta attirando su di lui l’attenzione dei media siculi, facendolo diventare un vero e proprio case history. Tutto ha avuto inizio a Baglio Nuovo dove quasi per gioco iniziò ad aiutare lo zio a coltivare le terre di famiglia. Ma è lì che ha trovato la sua strada e il suo futuro. L’apertura della partita Iva fu il primo passo per cominciare a sporcarsi le mani nei 14 ettari di terra ottenuti in comodato d’uso proprio da quello zio che intuì le potenzialità del nipote, unite a un discreto bagaglio di conoscenze costruito sui banchi di scuola a mille chilometri di distanza. Moalli cominciò a piantare pomodori, melanzane e insalate, proseguendo l’inverno successivo (il primo lontano da Gallarate) con gli ortaggi tipici del periodo più freddo, come per esempio i cavoli, i finocchi e i broccoli. Ma la svolta è arrivata da Bruxelles, grazie ai fondi del Programma di Sviluppo Rurale 2007/’13 stanziati dall’Unione europea che gli hanno consentito di ampliare l’attività. Con il finanziamento comunitario destinato all’ammodernamento delle aziende agricole dei giovani imprenditori lui ha potuto comprare delle tende per coprire i box all’interno dei quali vengono coltivate lumache che si nutrono di broccoli e bietole. L’ultimo investimento è una serra, costruita a lato di un frutteto in cui ha appena piantato i piccoli alberi.

Oggi la sua realtà imprenditoriale, l’Azienda agricola Moalli, fa parte della fondazione Campagna amica, promossa da Coldiretti per realizzare iniziative volte ad esprimere pienamente il valore e la dignità dell’agricoltura italiana, rendendo evidente, si legge nello statuto, “il suo ruolo chiave per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare, dell’equità, dell’accesso al cibo ad un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro”. Ma Moalli, che ha il cuore del Sud ma l’anima imprenditoriale di un giovane cresciuto a Gallarate, non si vuole certo fermare qui. Intervistato dal Giornale di Sicilia, dice che il prossimo obiettivo è la costruzione di un laboratorio di trasformazione di salse e conserve. Ma il vero grande sogno, insieme ad altri agricoltori trapanesi con i quali partecipa ai mercati di Campagna amica a Marsala, Trapani e in estate a San Vito Lo Capo, è aprire un mercato ortofrutticolo coperto.