«Questo territorio cerca un’identità»

La Prealpina - 23/04/2016

Aree urbane interessate dall’aggregazione, città metropolitane, poli che tendono alla concorrenza fra loro (Varese e Busto Arsizio ma anche Saronno, quasi già hinterland milanese), invecchiamento delle istituzioni provinciali, nuovi problemi nel rapporto centro/periferia, sfide all’urbanistica e riordino amministrativo: come si può ripensare il governo del nostro territorio per preservarne l’identità? È la prima domanda che rivolgiamo ai candidati sindaci in quelle che, nel mese di giugno, non saranno elezioni semplici perché in provincia serve un cambio di passo. E bisogna assumersi la responsabilità di prendere decisioni serie, pragmatiche, non tanto basate sulle promesse quanto sui fatti. Su quello che si può, e si deve necessariamente fare, per questa provincia per tenersi stretta una sua identità competitiva.

Ecco perché chiediamo ai candidati di avanzare proposte concrete su alcuni punti che riteniamo fondamentali per il futuro del nostro territorio: tassazione locale (tassa rifiuti ma anche Imu), appalti (per dare alle piccole imprese le occasioni che si meritano), aggregazione dei comuni (per ottimizzare risorse e servizi), attrattività e nuove imprese (per sostenere l’insediamento di nuove aziende e rilanciare le zone dismesse della provincia), occupazione giovanile (per avvicinare mondo della scuola e mondo del lavoro dando alle nuove generazioni competenze valide e funzionali).

Un territorio, il nostro, che si sta ri-disegnando: occuparsi del suo destino vuol dire affrontare in modo ragionevole la rete viaria e dei trasporti, la concentrazione delle attività produttive, l’attrattività turistica, la presenza di poli universitari e di ricerca, la storia e l’identità culturale, la presenza omogenea (ma riferita anche all’area vasta: Varese, Como, Monza e Brianza) di tutte le istituzioni o servizi pubblici.

Un territorio deve imparare a farsi scegliere, a rendersi attrattivo proprio su una sua cifra identitaria che sappia superare i luoghi comuni e gli stereotipi per comunicare le proprie eccellenze (anche imprenditoriali), la propria unicità, i propri valori. La sua idea di sviluppo e di progettualità. Ma per farlo, non può non condividere le proprie strategie con chi, su questo territorio, lavora e produce. I candidati sindaci aprano tavoli di confronto non solo nei momenti pre-elettorali ma anche una volta eletti per calibrare i loro programmi sui bisogni di imprese e cittadini. Competere significa agire insieme.

Una provincia attrattiva deve sapere attirare e trattenere i nuovi talenti e i nuovi investitori, deve mettere a disposizione di tutta la cittadinanza luoghi di interazione per promuovere anche l’innovazione, deve trasmettere un senso di positività dove i servizi siano all’altezza di un territorio che si vuole mettere in gioco. Lo abbiamo detto spesso, in questi ultimi anni: una provincia, proprio come le imprese, deve pensare localmente ma agire glocalmente. Deve esaltare le proprie origini ma accogliere in sé i tanti cambiamenti del mondo.

Ci auguriamo arrivino idee nuove – ne abbiamo tutti bisogno – ma che siano praticabili perché compito di un politico non è quello di puntare a modelli alti ma irraggiungibili, ma a modelli efficienti che sappiano soddisfare le aspettative dei suoi imprenditori/cittadini. Rilanciare gli investimenti, modernizzare i servizi, dare la giusta attenzione tanto alle esigenze degli anziani quanto ai bisogni dei giovani, ridurre la distanza tra amministrazione e popolazione: più che mai oggi c’è un gran bisogno di parlarsi per decidere insieme. Non è forse questa la democrazia?