«Questo è il vero accordo»

La Prealpina - 09/03/2016

Per Antonio Massafra, segretario provinciale della Uil, l’accordo sottoscritto un mese fa da Cisl, Confartigianato e Confcommercio «è carta straccia, una mela avvelenata che ci volevano offrire, rispetto a un accordo vero, interconfederale». Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil, ci va più leggero ma definisce «l’accordo isolato come una convenzione inaccettabile, dove ci è stato presentato un testo tre giorni prima della firma e quindi, sostanzialmente, smentisco che sia stata avviata alcuna trattativa, ma abbiamo avuto solo qualche approccio informale».

Sono grossi come mele i sassolini che i due segretari generali si sono tolti ieri mattina quando hanno presentato l’accordo regionale per l’apprendistato: un testo sottoscritto, stavolta da tutti e quindi pure da Cisl e Confartigianato Lombardia assieme a Cna, Casartigiani, Claai che erano rimasti fuori dalla firma del 2 febbraio, avvenute in viale Milano.

«In questo modo – ha aggiunto Massafra – l’accordo provinciale è stato superato. Abbiamo preferito la ragionevolezza alla fretta, anche perché il sindacato ha i suoi riti, i suoi tempi, ma perché vuole fare le cose per bene. Noi ci siamo arrivati un mese dopo».

Secondo i due sindacalisti, invece, l’accordo provinciale a tre aveva una serie di criticità: «Non coinvolgeva tutte le associazioni di rappresentanza – ha aggiunto Colombo – e quindi andava su una strada pericolosissima di divisione, anche nei confronti di un ente bilaterale che, durante la crisi, aveva permesso delle fondamentali integrazioni al reddito. In più si creava confusione fra i contratti nazionali collettivi dell’artigianato e del commercio, sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil e non separatamente. Si apriva una situazione inedita e non percorribile nel gestire aspetti salariali e legislativi delicati. Invece noi ci siamo fermati un attimo e abbiamo trovato un accordo regionale che evita una rottura insanabile, augurandoci che, dopo quanto accaduto, ci si possa rivedere attorno a un tavolo territoriale per ripristinare i buoni rapporti».

Ma al di là delle schermaglie fra sindacati e confederazioni, quello che interessa di più è il funzionamento dell’accordo.

Ai numeri negativi della disoccupazione giovanile e dell’abbandono scolastico, si sono aggiunti i segni “meno” sull’apprendistato degli ultimi mesi. La firma di ieri metterà una pezza?

Sostanzialmente la convenzione ha normato un percorso scuola-lavoro per giovani dai 15 ai 25 anni, in cui si alternano periodi di formazioni in aula, ad altri in azienda (pagati al 20% dello stipendio previsto per chi è a tempo pieno), ad altri ancora in cui si lavora e si viene pagati fra il 60% del primo anno al 75% del terzo anno e fino all’80% in caso di quattro anni: «Sono – ha sottolineato Massafra – cifre migliorative rispetto all’accordo isolato. Non solo: in più sono garantiti incentivi dell’ente bilaterale, la certificazione delle competenze, il passaggio a contratto a tempo indeterminato alla fine del percorso e la gratifica natalizia». Funzionerà? Appuntamento, come minimo, fra dodici mesi.