«Quella strada ancora chiusa sta uccidendo il nostro borgo»

La Provincia Varese - 08/06/2017

Dopo mesi dalla frana, via Del Ceppo è ancora chiusa. E tra gli esercenti del Sacro Monte inizia a crescere il malcontento. E lo sconforto. Perché la chiusura di questa via rappresenta un vero e proprio ostacolo al lavoro dei ristoratori, che nelle ultime settimane hanno visto scendere drasticamente il numero di clienti. Come raccontano Lara Tedeschi del Ristorante Montorfano e Matteo Albizzati del Ristorante Milano. A loro il compito di fare da portavoce ad un problema che non si limita ai loro due casi, ma riguarda tutte le attività del borgo. «Abbiamo visto scendere molto il numero di clienti a pranzo, nei giorni infrasettimanali – racconta Tedeschi – e il Comune non può fare finta di niente, dicendo che i dati di utilizzo della funicolare sono in crescita. La funicolare funziona nei fine settimana e noi non possiamo basare la nostra sopravvivenza solo sul lavoro di due giorni alla settimana». E Albizzati aggiunge come «a inizio marzo si era parlato del 5 giungo come data di inizio dei lavori per la sistemazione della frana. Quel giorno è passato e non è partito nessun cantiere. Vogliamo avere risposte certe, e non promesse». Su questo punto i due ristoratori sono fermi: «Non vogliamo un’altra data di massima, vogliamo la certezza che finalmente i lavori inizino. La stagione ormai rischia di essere già compromessa. E la situazione è molto grave». Il borgo sta vivendo, ormai da febbraio, il rischio di desertificazione. La via Del Ceppo rappresenta uno degli accessi principali al borgo e la sua chiusura sta progressivamente isolando abitanti ed esercenti. Abbiamo contattato l’amministrazione, che ha spiegato i motivi delle lungaggini dei tempi. ««Capisco perfettamente l edifficoltà che hanno i commercianti del borgo – risponde l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati – purtroppo la politica, ovvero né il sottoscritto né il sindaco, può determinare i tempi delle procedure. Quando ci sono appalti di un importo così elevato, in questo caso circa 200mila euro, ci sono procedure che la legge impone e che vanno seguite. Purtroppo questo determina tempi che si allungano rispetto alle previsioni». In sostanza, la giunta avrebbe le “mani legate” e non può, quanto spiega l’assessore, forzare i tempi. «Stiamo cercando di accelerare il più possibile – continua Civati – a fine maggio l’appalto è stato aggiudicato alla ditta individuata. I lavori partiranno nel più breve tempo possibile, ci stiamo impegnando a fondo. Abbiamo inoltre fatto in modo di aiutare in tutti i commercianti, con il passaggio dei mezzi di rifornimento. E quando si è verificata l’altra frana in via Sommaruga abbiamo riaperto in tempo di record». Il passaggio mancante ad oggi è la firma del contratto, che dovrebbe avvenire a giorni con la conseguente apertura del cantiere. I tempi poi previsti per i lavori sono di un mese. Indicativamente si può supporre quindi che entro luglio, al più tardi, la strada dovrebbe essere rimessa a nuovo. Questo l’auspicio. Perché il grido di dolore dei commercianti è il segnale di una realtà importante per Varese che sta rischiando di venire penalizzata.