Quel multipiano ci ucciderà

La Prealpina - 21/12/2018

Per noi si tratta di una vera e propria disgrazia». Non utilizza mezzi termini Giorgio Landoni, ambulante, fiduciario Ascom e portavoce di tutti i colleghi che cercano di sopravvivere disponendo le loro bancarelle anche al mercato di Busto. La notizia del futuro posteggio multipiano che sorgerà proprio nel lato del piazzale che oggi ospita le macchine dei clienti, è stato per lui e per gli altri uno choc: «Nessuno ci avvisato di nulla – sbotta – ma all’improvviso scopriamo che il Comune spenderà 5 milioni di euro, la metà finanziati dalla Regione, per un’opera che io valuto poco utile e che sicuramente ci ucciderà».

La grande paura

Il suo timore, «che è condiviso praticamente da tutti, è sia rivolto al domani che al dopodomani. «Già facciamo una fatica pazzesca a sopravvivere – spiega Landoni – tuttavia mi chiedo come faremo a resistere nel giorno in cui partirà il cantiere di predisposizione del parcheggio. Per un anno, forse due, resteremo senza spazio per la sosta dei clienti che, a quel punto, saranno disincentivati dal fermarsi a far compere al mercato». Non solo: «Anche una volta ultimati i lavori, cosa accadrà? Qualcuno crede davvero che la gente pagherà il ticket per raggiungere le bancarelle? Oppure, come accade ovunque, cercherà soluzioni gratuite nel circondario, trasformando le strade in una zona di sosta perenne? O, più probabilmente, si sposteranno nei centri commerciali?».

Famiglie in ansia

Ovviamente lo spauracchio del multipiano appartiene a tutte quelle famiglie che si mantengono con l’attività ambulante. «Sono oltre 150 persone a mettere i loro banchi a Busto ed è chiaro che, il giorno in cui quest’opera dovesse partire davvero, si ritroverebbero tutte in ginocchio», insiste ancora il fiduciario degli ambulanti. «Noi ci saremmo aspettati dall’amministrazione un incontro per discutere di una riqualificazione dell’area di viale Piemonte, mai avremmo pensato che ci imponessero dall’alto questa decisione che riteniamo molto discutibile, anche sul fronte dell’utilità e della sicurezza».

Esempi fallimentari

In realtà Landoni potrebbe citare casi simili, «come per l’autosilo di Tradate che non utilizza nessuno», ma non vuole portarla sul piano politico. «Ciò che diciamo tutti è che noi così moriremo. A questo punto, invece di mettere a bilancio cinque milioni, dovrebbero metterne il triplo e darci la buona uscita, dal momento che significherebbe la fine per tutti noi. Di questo siamo assolutamente convinti se non ci saranno ripensamenti».

Il nodo delle tempistiche

Ovviamente l’operazione a cui la Regione ha dato il via libera, aggiungendo la promessa di versare la metà dei soldi necessari per l’edificazione, non sarà velocissima, sebbene il sindaco Emanuele Antonelli sia determinato a correre. Se l’obiettivo è togliere i 360 posti auto accanto alla stazione Nord per sostituirli con un parco lineare, traslocando i mezzi nel multipiano, è chiaro che prima servono progetto, accordo di programma, soldi comunali da mettere sul piatto (ovvero gli altri 2,5 milioni) e poi il bando di affidamento del cantiere. Non proprio una passeggiata, ma basta l’annuncio dell’intenzione a procedere per allarmare tutti. «In Comune – conclude – sono ancora in tempo per riflettere e fermarsi. A meno che non siano determinati a spendere una cifra enorme per le necessità di posteggio solo del giovedì e del sabato, quando cioè ci sono le bancarelle, con la conseguenza di cancellare in pochi mesi una realtà importante come quella del mercato di Busto. Una morte che, di fatto, renderebbe del tutto inutile quel multipiano».