Quel grande paniere nei piccoli centri

 Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei Comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. È quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato dalla Coldiretti e dalla Fondazione Symbola, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Il rapporto vuole raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici.

Fra essi Coldiretti cita tre prodotti della Provincia di Varese la cui produzione negli ultimi anni ha avuto una buona valorizzazione. Si tratta dell’Igp Asparago di Cantello, dei due Dop: Miele varesino e delle Formaggella del Luinese. Nonostante il Varesotto non abbia una straordinaria tradizione enogastronomica, soprattutto rispetto ad altri territori italiani e lombardi, tre prodotti sui 34 lombardi provengono dai piccoli borghi delle Prealpi a ridosso della Svizzera. Un patrimonio che, secondo Coldiretti, è ben conservato e protetto dall’essere ideato e realizzato nei piccoli centri: ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione europea hanno a che fare con i paesi di piccole dimensioni, dove operano 279mila imprese agricole per un fatturato di 14 miliardi l’anno, 4 dei quali con l’export.

«Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei piccoli Comuni – dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – dipendono molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi. Inoltre, grazie a una nuova legge approvata sul tema, queste attività hanno ottenuto anche un riconoscimento giuridico del valore economico, sociale e ambientale della provincia italiana che si apre con bellezza e orgoglio al turismo nell’anno dedicato al cibo italiano nel mondo».