Quattro secoli di campanile«Serve l’aiuto dei varesini»

«Il restauro del Bernascone è un’iniziativa simbolo della varesinità che richiede l’impegno di tutti». Con queste parole, ieri mattina nel Battistero di San Giovanni in occasione dell’inaugurazione della mostra “Il campanile sopra Varese”, il sindaco, Davide Galimberti, si è rivolto alla città per sottolineare che «è interesse di tutti, istituzioni, realtà del mondo economico e imprenditoriale e associazioni che il campanile continui ad avere un ruolo rappresentativo della comunità cittadina e possa, in futuro, offrire ai varesini e ai turisti la possibilità di ammirare lo scenario delle “castellanze” dall’alto».

Anche il prevosto, monsignor Luigi Panighetti, dopo aver dato il benvenuto nel comitato d’onore del progetto di restauro al nuovo questore, Giovanni Pepè, ha ricordato che l’appuntamento di ieri rappresentava il quattrocentesimo anniversario della posa della prima pietra della torre campanaria della basilica prepositurale avvenuta domenica 5 marzo 1617. Monsignor Panighetti, pur rimarcando che l’intervento di restauro avviene in un periodo storico caratterizzato dalla presenza all’interno del tessuto sociale cittadino di numerosi casi di bisogno personale e familiare, ha quindi fatto appello alla generosità dei varesini che sono chiamati «ad uno sforzo per riparare i danni provocati dal tempo e dagli agenti atmosferici sul monumento simbolo della comunità ecclesiale e civile della città». Dopo aver anticipato che tra pochi giorni verranno ultimati i rilievi esplorativi che permetteranno ai tecnici di programmare i lavori del cantiere che dureranno per circa due anni e mezzo, il prevosto ha rivelato che anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, il presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, e il presidente della Provincia, Nicola Gunnar Vincenzi, stanno seguendo con particolare attenzione le varie tappe che porteranno alla stesura del progetto d’intervento definitivo.

All’inaugurazione della mostra, che venerdì scorso ha avuto un primo visitatore d’eccezione, il cardinale Angelo Scola, hanno partecipato numerosi varesini. Tra di loro, alcuni personaggi storici della città come l’ex ministro della Protezione civile, Giuseppe Zamberletti, l’anima dei Monelli della Motta e già primo cittadino, Angelo Monti, e il presidente della Liuc di Castellanza, Michele Graglia. Presenti, tra gli altri, anche il Regiù della Famiglia Bosina, Luca Broggini, il presidente della fondazione “Pogliaghi”, Mario Zeni, e il cappellano della Polizia di Stato, don Giorgio Spada. I primi visitatori della mostra, tra i quali Carlo Nicora, fratello del presidente emerito dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, cardinale Attilio Nicora, sono stati accompagnati nella visione dei 15 pannelli esposti e dei due video che mostrano l’interno e l’esterno del monumento da Riccardo Aceti e Giovanni Meschini, componenti del comitato tecnico che sta curando la progettazione del restauro. La mostra, realizzata da Giorgio Vassalli, Fulvio Baratelli, Alberto Bianchi e Giovanni Meschini, sarà visitabile sino a domenica 2 aprile. In seguito, verrà riproposta a Palazzo Estense e in qualche parrocchia della città.