Quattordicimila posti in 15 anni

La Prealpina - 08/04/2016

Per fortuna che c’è Mamma Malpensa, pronta a sfornare 14mila posti di lavoro nei prossimi quindici anni. Sono queste le stime dello studio Mxp-Economic Footprint realizzato in collaborazione con la Liuc e presentato ieri da Sea nell’ambito dell’ennesimo workshop relativo al Nuovo Masterplan, il Piano industriale che – se approvato dal ministero dell’Ambiente – disegnerà lo sviluppo dell’aeroporto fino al 2030.

Previsioni

Il grafico relativo all’evoluzione dell’impatto occupazionale diretto mostra che i 17mila lavoratori odierni diventeranno 21,9 nel 2020, 24,8 nel 2025 e 28 nel 2030. E questo è lo scenario prudenziale, perché lo scenario favorevole aggiunge al 2030 altri 3.400 posti di lavoro, per un totale di 31.400 occupati diretti a Malpensa.

Oggi

La base di partenza dei dati illustrati ieri mattina da Massimiliano Serati(Liuc) è lo scenario attuale, che mostra l’effetto di tipo moltiplicativo attivato da Malpensa sul territorio. Oggi l’aeroporto conta 16.682 lavoratori diretti, così distribuiti: il 30,6 per cento è generato dai vettori, il 26,3 dall’handling, il 12,8 dagli enti di Stato, il 9,5 da Sea e il 7,1 dai servizi commerciali. A questi bisogna poi aggiungere i 4.917 occupati indiretti e i 2.333 dell’indotto, per un totale complessivo pari a 23.932 lavoratori in qualche modo legati al traffico aereo generato da Malpensa.

Dove vivono

Il 71,3 per cento degli occupati in aeroporto abita in Lombardia, di cui il 44,2 in provincia di Varese e il 16,4 nei nove Comuni del Cuv (intorno aeroportuale). Soltanto il 5,8 proviene dalla provincia di Novara. E’ questa la distribuzione dell’occupazione diretta attivata da Malpensa, con un peso relativo sul mercato del lavoro locale davvero notevole. L’incidenza degli occupati On site sul totale degli addetti operanti nelle imprese del territorio è del 12,3 per cento all’interno del Cuv e del 6,1 in provincia di Varese. In altre parole, significa che su cento lavoratori del Varesotto, sei timbrano il cartellino in aeroporto. Un dato che naturalmente aumenta più ci si avvicina alle piste. A Cardano al Campo, per esempio, l’incidenza è del 19,3 per cento, a Lonate Pozzolo del 10,7, a Somma Lombardo del 14,4, a Casorate Sempione addirittura del 29,2 per cento. In pratica, è un paese che economicamente vive grazie a Malpensa, con un peso pari a un terzo del totale.

Turismo

La presenza di un aeroporto genera anche turismo che Serati nel suo studio ha provato a inquadrare. Il professore della Liuc sostiene che l’impatto economico diretto dei flussi di incoming turistico attivati da Malpensa porta a due risultati: un valore della produzione totale stimata in 4 miliardi di euro e un impatto occupazionale corrispondente pari a 40mila unità. Dice inoltre che la spesa media del turista incoming che arriva grazie a Malpensa varia dai 300 ai 370 euro, con una permanenza media che oscilla tra le tre e le 3,5 notti.

Ricchezza

Complessivamente, il Mxp Economic Footprint mostra un valore della produzione pari a 13miliardi di euro (l’1,9 per cento di tutta la Lombardia) e un’occupazione attivata pari a 80mila unità, perché «per ogni posizione lavorativa diretta, Malpensa attiva altre 3,8 posizioni lavorative». E ai territori? Restano soltanto problemi, inquinamento e rumore? No, anche ricchezza, che si misura nell’Irpef in entrata nelle casse dei Comuni. L’analisi fiscale del 2014 mostra che i gettiti Irpef attivati dall’impatto totale dell’aeroporto su scala regionale rappresentano il 5,6 per cento circa del gettito totale dell’Irpef prodotto in Lombardia. Si parla di circa 2miliardi di euro, di cui l’addizionale comunale rappresenta una quota pari a 50,2 milioni di euro.