Quanto conta l’Europa

No. Varese non è una provincia qualunque. E diversi motivi consigliano di guardare con occhiali speciali l’appuntamento elettorale dell’8-9 giugno per il rinnovo del Parlamento Europeo e con esso degli organi guida della UE. Occhiali che non siano quelli della curva da stadio della personalizzazione dominante in Italia come in nessun altro paese dell’Unione. Qualche elemento? Il Varesotto ha il maggior Centro Comune di Ricerca (JRC) di tutta la UE, quello di Ispra. Che a sua volta ha dato luogo da più di mezzo secolo all’unica Scuola Europea in Italia, una delle maggiori tra le 13 della UE, la maggiore fuori delle città sedi delle istituzioni europee. Che poi, l’interazione tra queste realtà e il territorio non sia ai massimi livelli è altro discorso: un appunto da segnarsi per il futuro.

 

Ancora in Provincia c’è una delle porte “aeree” più rilevanti del Sud Europa, con Malpensa maggior aeroporto Cargo d’Italia, e pazienza se le istituzioni varesine sono fuori da SEA, che ha Milano come maggiore azionista. Siamo sull’Asse tra Milano e la Mitteleuropa, e scusate se è poco. Varese è tra le prime sedici province esportatrici d’Italia con 12,6 miliardi e, ricorda, il Centro Studi di Confindustria Varese quasi il 45% del valore aggiunto locale viene da i mercati esteri: Germania e Francia sono i due primi clienti. E siamo Provincia di Frontiera, con un lavoratore su dieci che lavora in Svizzera.

La Confederazione non è nella UE, ma gli accordi di cooperazione sono consistenti. Lo scorso marzo Ursula von der Leyen e la presidente elvetica, la vallesana Viola Amherd hanno rilanciato le trattative per estendere questa collaborazione che già conta sull’Accordo di Libera Circolazione (ALC) per le persone. Sul fuoco sono intese in materia di energia (reti elettriche), certificazione dei prodotti agricoli, sanità, ricerca e collaborazione scientifica, materie che possono dare più sostanza al concetto della “Regione Insubrica”. L’intendimento è definire le nuove intese entro la fine dell’anno, si vedrà se la Commissione uscente, che non decade subito dopo le elezioni, ce la farà o occorrerà attendere i nuovi equilibri. A proposito di energia e ricerca: Varese é, nell’ambito del programma paneuropeo Horizon, una delle nuove frontiere, con la “Valle dell’Idrogeno” in corso di realizzazione attorno a Malpensa, mentre la Camera di Commercio varesina, come ha recentemente riconosciuto il presidente di Unioncamere Andrea Prete ha un ruolo guida nello sviluppo delle CER, le Comunità per le Energie Rinnovabili, un pezzo del “Green Deal europeo”.

Proprio dalla Camera di Commercio arriva un invito alla concretezza. “Nella costruzione europea la provincia di Varese può avere un ruolo qualificato sotto il profilo logistico, economico e politico”, dice il presidente Mauro Vitiello“Sappiamo che la fiducia va conquistata e che conquistare una posizione centrale costerà fatica serietà e lavoro. Troppi sono stati gli anni dove a parlare sono state le polemiche e non il dialogo costruttivo, per questo auguro a tutti che il voto sia un momento di consapevolezza importante il progresso del nostro territorio. Se crediamo nelle nuove generazioni, nell’attrattività, nella sostenibilità – dice Vitiello citando i tre assi del programma camerale – é a Bruxelles che va dimostrato e costruito un progetto europeo calato nella nostra provincia come in tutta la penisola . Se così non sarà, ci limiteremo a rincorrere le decisioni prese da altri per gli altri. Mi rivolgo più che al Parlamento Europeo, ai parlamentari che verranno eletti, perché le polemiche soddisfano la retorica, ma non ci portano da nessuna parte”.

Di motivazioni per occuparsi dell’Europa, Ivana Perusin, ne ha almeno centodieci. Tanti quanti “sono i milioni di finanziamento che abbiamo acquisito attraverso la partecipazione e al Pnrr, il piano Next Generation EU, che ci permette di sostenere una serie di Interventi in molteplici campi, dell’edilizia scolastica alla riqualificazione energetica alla mobilità che concorrono alla riqualificazione della città”, spiega la vicesindaco varesina, che è assessore alle attività economiche e ai rapporti transfrontalieri”.

Abbiamo una naturale predisposizione a un ruolo internazionale”, dice Perusin, che cita “il ruolo in città, esclusivo in Italia, dell’unica Scuola Europea in campo nazionale, che è fonte di attrazione, insieme con il JRC di Ispra, per molte famiglie di provenienza comunitaria. Nello stesso tempo, siamo impegnati a sviluppare i rapporti con in vicino Ticino, con cui abbiamo tanti elementi in comune tra territorio, storia, cultura ed economia e che si inquadrano negli accordi europei. Il tema del frontalierato, che rientra negli accordi europei, coinvolge la città con quasi 3 mila lavoratori residenti e per la prima volta porterà quest’anno dai 3 ai 4 milioni di ristorni fiscali per Varese”.