Quando Marco rialza la testa

- 08/05/2017

Per chi non l’avesse capito (siamo però sicuri che chi doveva capirlo l’ha capito) la manifestazione di questa mattina a Malpensa a favore del territorio, che paga i costi della presenza dell’aeroporto e riceve in cambio le briciole, ha un importante valore politico. Non tanto o non solo perché si pone contro il governo che lancia l’ennesimo salvagente ad Alitalia, ma per il semplice motivo che prova a colmare una clamorosa lacuna: quella dei partiti tradizionali o, comunque, dei gruppi che tengono banco sulla scena politica nazionale e locale, assenti, o quasi, dalle questioni di casa nostra, dal disagio di cittadini e amministratori pubblici, dalle frustrazioni di sindaci costretti a gestire l’indotto dello scalo della brughiera, a rapportarsi con problemi a volte più grandi di loro, predicatori nel deserto di istituzioni sorde ai loro richiami. Vero, non tutto ciò che deriva da Malpensa è negativo. L’aeroporto genera un volano economico e occupazionale importante, che però non compensa tutto il resto, soprattutto sotto il profilo ambientale. La politica ne è consapevole, ma troppo spesso si piega a convenienze e interessi che vanno a parare da altre parti, a Milano se non addirittura Roma. Poi, per carità, c’è anche chi presenta l’interrogazione parlamentare o alza i toni in Regione. Sempre e comunque azioni individuali, con scarsi sbocchi. E allora, in questa mancanza di vera attenzione al territorio si inserisce Marco Reguzzoni, un politico o, se preferite, un ex frequentatore della politica tradizionale che è stato messo e, in parte, si è messo ai margini delle vicende pubbliche. Che adesso, dopo altri tentativi su diversi fronti (ricordiamo la fallimentare avventura dei Repubblicani) di riguadagnare la scena, si inserisce nel nulla o nel poco attorno a Malpensa e ai “suoi” Comuni. Chiama a raccolta i primi cittadini, in credito di milioni di euro per le tasse d’imbarco, soldi che invece di finire nelle boccheggianti casse dei municipi sono arraffati da ben altre e fameliche mani. Coinvolge, Reguzzoni, tutti coloro che hanno qualcosa da ridire su Malpensa e sui favori ad Alitalia, che dello scalo varesino è, per paradosso, il peggiore dei nemici. Insomma, pur invitando i partiti a stare alla larga dalla manifestazione che ha organizzato in qualità di presidente di Volandia, fa politica. E la fa molto bene, indipendentemente dal numero dei presenti; fossero dieci o diecimila, Reguzzoni avrà comunque raggiunto il suo scopo. Non a caso la Lega Nord, con la quale ha attraversato anni ai vertici, ha preso posizione contro, vietando agli amministratori in camicia verde di presenziare alla protesta. Una mossa che rischia di rivelarsi un boomerang: offre a Reguzzoni una certificazione indiretta sugli scopi dell’iniziativa. La avvalora, la sospinge. Carroccio e partiti di centrodestra che, evitando l’appuntamento di questa mattina, porgeranno su un piatto d’argento spunti sostanziali alle opposizioni di centrosinistra per riaffermare ciò che hanno sempre affermato: l’inadeguatezza del centrodestra su alcuni temi centrali. Infine, apriranno spazi a Reguzzoni per riappropriarsi della visibilità e del ruolo che invece gli si vorrebbero negare, acclarando senza volerlo le loro debolezze.