Qual è il segreto della provincia di Varese?

Varesenews - 07/02/2017

Durante la presentazione del XXI Rapporto Einaudi, l’economista Giorgio Arfaras, parlando dell’Italia, ha detto che fino al 1650 il nostro era il Paese più ricco del mondo, dopo è iniziato un lento declino. Però se si prendono in considerazione i singoli territori si scoprono ancora sacche di ricchezza di un certa consistenza. L’esempio classico è il Nord Est, nonostante le banche di quei territori non godano di buona salute. «Ci sono province venete che ogni anno crescono quanto la Cina – ha detto Arfaras – e dove il reddito pro capite è sei volte quello dei cinesi. Ogni provincia ha il suo segreto».

Un’affermazione, quella dell’economista milanese, che ha subito sollecitato una domanda del pubblico. «Sono un piccolo imprenditore – ha detto un giovane presente in Sala Campiotti – e la mia azienda esporta buona parte di quello che produce in mezzo mondo e come me molti altri imprenditori. Qual è il segreto della provincia di Varese?».
«Che cosa ne so io? Dovrebbe dirmelo lei» ha replicato Arfaras.

Uno scambio di battute che ha stimolato l’intervento del presidente della Camera di Commercio. «Il segreto della nostra provincia – ha detto Giuseppe Albertini – è da ricercare nella spiccata autonomia e propensione all’internazionalizzazione dei nostri imprenditori. L’eccessivo accentramento su un territorio come questo non funziona perché l’impresa, quando ha numeri importanti, ha bisogno di processi decisionali snelli e di risposte immediate. In questi anni le nostre imprese hanno fatto uno sforzo enorme conquistando competitività sui mercati esteri a fronte di un mercato interno piuttosto problematico».
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Ammesso che un segreto ci sia, abbiamo posto quella stessa domanda al presidente degli industriali varesini. «Io non c’ero alla presentazione del Rapporto Einaudi- ha commentato Riccardo Comerio – ma al netto dei luoghi comuni sull’argomento, avrei risposto che il segreto della nostra provincia è saper fare bene le cose. Ci sono poi delle nicchie dove siamo di gran lunga i più bravi».