Pulizie a Malpensa, Adl vuole risposte

La Prealpina - 22/02/2017

 

«Siamo rimasti da soli a contestare la Romeo a Malpensa». Proprio nei giorni cui la guardia di finanza e i carabinieri hanno perquisito gli uffici della Romeo Gestioni al centro direzionale di Napoli nell’ambito di una inchiesta nata per fare piena luce su alcuni appalti pubblici nel Centro e Sud Italia, è il sindacato Adl a rimarcare con forza la propria battaglia in atto da tre anni contro la società napoletana che nel 2013 ha vinto l’appalto per le pulizie negli aeroporti di Malpensa e Linate.

Secondo la sigla di base, per rientrare nei parametri di una gara vinta con un notevole ribasso, la Romeo Gestioni sin dal suo insediamento ha scaricato oneri e costi sui dipendenti, peggiorando la qualità del lavoro in aeroporto in un settore di per sé strategico che vanta una forza lavoro di circa 330 unità. Ieri mattina in conferenza stampa Carmelo Fotia ha puntato il dito ancora una volta contro la Sea, che ha esternalizzato il servizio, e il Comune di Milano, azionista di maggioranza della società di gestione dello scalo. «La politica milanese ci snobba, ma il loro silenzio è assordante», dice Carmelo Fotia. «Nessuno ci ha risposto, nessuno ha sentito il dovere morale e politico di entrare nel merito della questione. Soltanto nelle ultime settimane abbiamo preso contatto con tre consiglieri d’opposizione che stanno verificando le nostre segnalazioni. Ma intanto i lavoratori sono costretti a pagarsi il parcheggio e i corsi sicurezza per ottenere il tesserino aeroportuale. Per mancanza di personale devono coprire doppie postazioni lavorative e ciononostante è sparito il premio produzione promesso. Sin dal principio abbiamo posto una serie di problematiche, tuttora rimaste senza risposta. Troviamo assurdo che siano i lavoratori a pagare per un appalto aggiudicato per 48,2 milioni di euro, quando il secondo, per poter stare nei costi, ne aveva offerti più di 60. Noi come sindacato non possiamo accettare questo modo di esternalizzare i servizi, sentiamo il dovere di tutelare i diritti e i salari dei lavoratori».

Adl ricorda che Sea è una società a maggioranza pubblica e, come tale, «gestisce soldi pubblici. Per questo motivo deve essere data una risposta alle questioni che solleviamo».