Pubblico e privato insieme per il lavoro

La Prealpina - 14/06/2016

Mancano ancora 18mila occupati in Lombardia per raggiungere il livello di occupazione pre crisi. Come si può dare una spinta – possibilmente duratura – al mercato del lavoro? Regione Lombardia ci prova con un patto per il lavoro, una rete cui aderiscono i centri privati accreditati per il lavoro: Capac, Cesvip, Enaip,Energheia, Fondazione Clerici, Galdus, Ial, Mestieri Lombardia.

«Nasce una rete sussidiaria che saprà integrare le proposte di formazione e quelle di inserimento lavorativo, rafforzando il sistema duale per la piena occupazione dei giovani lombardi»” ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione LombardiaValentina Aprea intervenuta all’Hotel Michelangelo di Milano al convegno “Cosa accade alla riforma delle politiche attive”,organizzato da Patto lavoro Lombardia, la rete degli operatori privati che svolge servizi di politica attiva e di intermediazione in Regione Lombardia.

«Per superare la crisi dell’occupazione -ha aggiunto Aprea – e raggiungere gli obiettivi sfidanti diEuropa 2020, ovvero tasso di occupazione 20-64 anni compreso trail 67 ed il 69 per cento entro il 2020, il nostro Paese deve dotarsi di un sistema integrato di politiche attive, che include politiche per l’inserimento lavorativo ma anche politiche formative, sociali e fiscali. Un sistema articolato di interventi – ha ribadito l’assessore regionale – la cui efficacia si misura in funzione delle opportunità concrete per le persone di inserimento nel mercato del lavoro lungo l’arco della vita attiva.

del resto riuscire a far incontrare domanda e offerta di lavoro non è cosa semplice. Le imprese hanno idee chiare, ma non sempre trovano le risposte adeguate. Lo ha spiegato bene ieri a Milano, Giovanna Mavellia, segretario generale di Confcommercio Lombardia. «Le piccole e medie imprese – ha detto Mavellia – rappresentano il 98% del tessuto imprenditoriale lombardo. Richiedono servizi al lavoro capillari ed è necessarioc he sia garantito un interscambio di dati fra domanda e offerta sui profili lavorativi specifici. Quelle del terziario, in particolare, sono imprese che richiedono personale capace di assicurare flessibilità e disponibilità e hanno la necessità di ricevere consulenza per rafforzare le competenze dei propri collaboratori. L’esperienza positiva della Dote Unica Lavoro di regione Lombardia è una buona base di partenza che va affinata in relazione alla riforma e al ruolo dell’Anpal. E’ necessario che le modalità di gestione delel politiche per il lavoro rispondano sempre di più a queste caratteristiche».

Il modello lombardo, come sempre, si avvale della collaborazione stretta tra pubblico e privato. Nello specifico, Regione Lombardia ha confermato la pari dignità tra operatori pubblici e privati.

Il tutto confermato anche nella sottoscrizione della convenzione bilaterale con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.