Pubblicità sui quotidiani o sulle televisioni Oggi gli investimenti premiano le imprese

Si chiama “bonus pubblicità” ed è l’ultima novità che garantirà vantaggi al mondo dell’editoria e, allo stesso tempo, a quello delle imprese. La manovra correttiva, approvata dalla Camera lo scorso 15 giugno e tradotta poi in Legge, ha introdotto degli incentivi fiscali per gli investimenti in campo pubblicitario e promozionale sui mezzi stampa, che siano essi quotidiani, periodici, emittenti televisive e radiofoniche locali, per tutti i soggetti che decidano di puntare su questo tipo di campagna pubblicitaria per far conoscere i propri prodotti o servizi. A beneficiare di questi incentivi, che verranno riconosciuti in forma di credito d’imposta, saranno le imprese e i lavoratori autonomi (compresi i professionisti senza Albo) che sceglieranno di procedere con investimenti incrementali, il cui valore, dunque, superi almeno dell’1% quelli effettuati nell’anno precedente, a patto che appartengano alla stessa natura o ambito. L’importo del credito d’imposta per ogni ente o impresa che intenda procedere con questo tipo di attività sulla stampa quotidiana o periodica potrà arrivare fino al 75% del costo totale degli investimenti effettuati nei dodici mesi precedenti, percentuale che potrebbe anche raggiungere il 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative. In questi giorni verrà stabilito un tetto di spesa, ovvero il budget dell’intera operazione – i cui costi saranno attinti dal Fondo per l’editoria – e il sistema di ripartizione degli sgravi fiscali tra gli investitori, ma anche la suddivisione tra stampa ed emittenti radio e televisive delle quote di inserzioni da “premiare”. Ancora da stabilire con precisione, oltre alle modalità e ai criteri di attuazione, anche i casi in cui aziende o imprese verranno escluse e le procedure necessarie per accedere agli incentivi. Soprattutto, dovranno essere chiarite le modalità in cui sarà calcolato l’1% in più di spesa pubblicitaria nell’anno in corso rispetto al 2016, se verrà quindi conteggiato tutto il 2017 sul 2016, o solo gli ultimi sei mesi rispetto al secondo semestre del 2016. Il credito d’imposta che le aziende otterranno potrà essere utilizzato “in compensazione”, venendo decurtato quindi da altre imposte in fase di dichiarazioni dei redditi o venendo utilizzato per saldare contributi erariali o Inps. L’incentivo riguardante gli investimenti effettuati a partire dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli del 2016, verrà attribuito dal 2018. Una boccata d’ossigeno dunque per il mercato editoriale che diventa così polo sempre più ricettivo di investimenti, ma, di fatto, anche un vero e proprio salvagente per le imprese che ne potranno guadagnare non solo in termini d’immagine e di visibilità dei propri prodotti ma anche nei termini di una spinta economica, di questi tempi, non indifferente. A partire dal settembre 2017 è stata lanciata su quotidiani e su diversi mezzi stampa la campagna informativa di Fieg, la Federazione Italiana Editori Giornali, con uno slogan che riassume alla perfezione i vantaggi della nuova normativa che offre incentivi fiscali a coloro che punteranno sulla pubblicità sugli organi di comunicazione: “Chi investe in pubblicità su stampa, ha molto più di un ritorno d’immagine”.