Province: rivoluzione lombarda

La Prealpina - 21/12/2018

«Si apre oggi una fase importante per la vita delle province».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale agli enti locali, montagna e piccoli comuni Massimo Sertori in occasione dell’elezione dei nuovi rappresentanti di Upl (Unione delle Province lombarde) al Consiglio direttivo che si è svolto a Palazzo Isimbardi e ha visto la designazione di Vittorio Poma alla presidenza e di Davide Viola (presidente della Provincia di Cremona) e di Elio Moretti, (presidente della Provincia di Sondrio) alla vice presidenza.

L’assessore Sertori ha ribadito la necessità di mettere mano a una riforma che superi i limiti della legge Delrio. «Indipendentemente dall’appartenenza politica, tutti insieme dobbiamo rivedere questa normativa – ha sottolineato l’esponente dell’esecutivo di Palazzo Lombardia – cercando di potenziare e rafforzare il presidente della Provincia (nella foto Archivio Villa recalcati a Varese) e gli amministratori e mettendoli nella condizione di svolgere il proprio compito, ovvero rappresentare le istanze dei territori, e di erogare servizi efficienti con risorse certe».

«Con Upl la collaborazione è stata massima – ha puntualizzato Sertori – ed è stato possibile redigere un documento di sintesi condiviso da Regione, Unione province lombarde e Città metropolitana che prevede una rimodulazione delle Province, rintroducendo l’elezione diretta del presidente. E da questo documento dobbiamo ripartire per rafforzare l’ente Provincia. Credo che la Lombardia possa giocare un ruolo da protagonista in questa partita e incidere nella revisione dell’attuale legge Delrio. Sono convinto – ha concluso – che sia possibile farlo attraverso un processo di semplificazione che possa bypassare enti succursali, esaltando invece gli enti fondamentali come la Provincia. E’ un progetto ambizioso ma ci sono tutti i presupposti per poterlo portare avanti».

Una eventuale trasformazione, par di capire, potrebbe rientrare nel processo di autonomia amministrativa e territoriale su cui è in corso il confronto tra Stato e Regione dopo il referendum lombardo-veneto.