Prove di nozze sul Verbano«Verso un’unione turistica»

La Prealpina - 23/01/2017

Sulla scia della scelta di diversi centri della zona, anche la Valtravaglia si muove in un’ottica di fusione fra più comuni. Nei giorni scorsi, su invito del sindaco di Castelveccana, si è tenuto un primo incontro a carattere esplorativo, per valutare la possibile fusione con Brezzo di Bedero e Portovaltravaglia. All’incontro, tenutosi in municipio, erano presenti il sindaco del paese, Ruggero Ranzani, il sindaco di Portovaltravaglia, Adriano Giacobazzi, con le rispettive giunte comunali, e il sindaco di Brezzo di Bedero Roberto Sculati.

Gli amministratori dei tre comuni, oltre a fare il punto sui risultati ottenuti a seguito della stipula delle convenzioni in essere per le funzioni associate previste dalla norma, hanno preso atto delle crescenti difficoltà di gestione delle rispettive macchine amministrative di competenza, sia dal punto di vista economico sia organizzativo. Gli uffici sono chiamati a una miriade di incombenze crescenti a fronte delle limitazioni nell’assunzione di personale; inevitabile a questo punto è stato mettere sul piatto una prima valutazione circa la possibile fusione per confluire in un unico Ente della Valtravaglia turistica.

Infatti, le tre località sono fortemente accomunati dalla tipologia morfologica dei territori di competenza dal lago alla montagna, dalla caratteristica turistica con presenza importante di seconde case, problematiche amministrative pressoché identiche. Unendo anche le risorse umane impiegate, si potrebbe avere una maggiore efficienza e omogeneità nell’azione amministrativa, dagli uffici tecnici alla polizia locale, dai tributi al sociale, dall’istruzione al turismo. Vivo interesse è stato mostrato dagli amministratori di Castelveccana e Portovaltravaglia, mentre più cauto si è dimostrato l’atteggiamento di Brezzo di Bedero, per il quale va tenuto debitamente conto che la sua nuova amministrazione è in carica da pochi mesi.

Si proseguirà ora con nuove e più dettagliate riunioni e, anche se non previsto dalla normativa regionale, gli amministratori hanno posto la base fondamentale per l’eventuale avvio del percorso di condivisione. L’impegno è di coinvolgere i cittadini sin da questo inizio di dialogo, informandoli sui vari aspetti e chiamandoli successivamente ad esprimersi in merito alla fattibilità dell’unione, attraverso un referendum consultivo preventivo. Gli amministratori ribadiscono infatti che una scelta di questa portata richiede la massima trasparenza e condivisione da parte di tutti, amministratori e cittadini.