«Proteggete il Sacro Monte» Il vescovo chiude la Porta Santa

«Sacro Monte è il luogo simbolo della varesinità ma anche elemento di inclusione di tutta la comunità: da qui si osservano anche le periferie e si impara a superare le divergenze, i piccoli grandi contrasti». Il vescovo ausiliare Franco Agnesi, chiude la Porta Santa del santuario mariano e si rivolge subito ai fedeli che affollano la chiesa e che si trovano anche all’esterno, sul sagrato, a pochi passi da quella porta sforzesca, commissionata nel 1532 da Francesco Sforza. Lancia un appello alle istituzioni, affinché si prendano cura del Sacro Monte e affinché questo luogo di fede «ispiri tutti a superare i particolarismi e le piccole gelosie». E ancora: «Da Sacro Monte si domina la città e molto del territorio che la circonda, un dono per tutti noi, una responsabilità per altri, da conservare e da proteggere», Auspica che un luogo di fede e meditazione «come il santuario, aiuti nelle scelte da compiere». Alla celebrazione, tra le autorità civili e militari, il prefetto Giorgio Zanzi, il vicesindaco Daniele Zanzi, con la fascia tricolore, il maggiore dell’Arma dei carabinieri Gerardina Corona. Una folla di fedeli enorme ha seguito la cerimonia di chiusura dell’anno della Misericordia. «Lo scorso dicembre, eravamo in quattro ad aprire la Porta santa», cioè, oltre ad Agnesi, i vescovi che lo hanno preceduto, Giovanni Giudici, Marco Ferrari e Luigi Stucchi. «Ora, invece, l’ho chiusa da solo, ma forse non l’ho richiusa completamente nel senso che la Misericordia sa dove passare, dalle fessure, dalle crepe, dalle ferite, e porta la Luce».

Un segno di speranza, quello che monsignor Agnesi ha voluto dare nel giorno della chiusura della Porta santa del santuario mariano, alle migliaia di persone che sono salite al Sacro Monte nella sola giornata di ieri (sino dall’alba, complici anche le splendide condizioni atmosferiche). «Un luogo di preghiera, di riflessione, un luogo per la salute dello spirito ma anche del corpo, visto che viene scelto da molti per camminare e un luogo per il quale, lo scorso anno, abbiamo forse temuto per le migliaia di persone che avrebbe radunato in questi mesi, come in effetti è stato, ma senza alcun problema». Ha detto, il vescovo, il suo grazie alle istituzioni, alle forze dell’ordine ma anche ai tanti volontari che hanno contribuito e contribuiscono a rendere il Sacro Monte quello che è. Saranno almeno una trentina, infatti, i volontari che si prendono cura del santuario che fanno pulizie, cucinano, vendono immaginette e ricordi per la parrocchia, oltre a quelli che danno il loro contributo nelle funzioni. Don Erminio Villa, con la collaborazione degli altri sacerdoti e dei volontari, ha consentito all’arrivo di almeno centomila fedeli, dallo scorso dicembre a ieri.

E ancora durante la messa, vi erano pellegrini poco informati che sono giunti al santuario e hanno cercato, invano, di passare attraverso la Porta santa, chiusa pochi minuti dopo l’inizio della funzione religiosa. Sono stati 527 i gruppi organizzati per un totale di 40.633 fedeli. Quest’ultimo numero va raddoppiato almeno per due per avere un’idea di quante persone in quest’anno speciale siano passate attraverso la Porta santa.

«Ora è tempo di bilanci e di prospettive e programmi per il futuro», dice monsignor Villa. Secondo le statistiche che l’arciprete ha calcolato, con la collaborazione diMario Zeni, sono state 381 le persone straniere salite con viaggi organizzati a Sacro Monte durante il Giubileo, riunite in quindici gruppi. Mentre il maggior numero di fedeli organizzati sono giunti dalla diocesi di Milano (15.856 in 182 gruppi), senza contare quindi le persone provenienti dalla città e dal decanato di Varese o dalla zona II della provincia.

«Sarebbe bello che i molti che sono convenuti qui insieme, con tempi di viaggio e di visita per lo più ristretti – dice l’arciprete monsignor Villa – ritornino senza fretta, per gustare meglio una preghiera personale, rinnovare i buoni propositi attraverso il perdono e ammirare le bellezze artistiche e naturali, culturali, oltre che spirituali, del Sacro Monte». L’arciprete spera che in futuro «si possa dare a tutti una ospitalità, che è anche un’opera di misericordia, che tenga conto della diversa tipologia di pellegrini, sia sul piano delle refezione sia dell’alloggio, attraverso strutture idonee e servizi qualificati».

Innumerevoli i giovani che hanno pregato nel santuario mariano. Sono stati 2.236 i ragazzi degli oratori passati attraverso la Porta Santa, 2.657 gli studenti di elementari e medie e 1.958 i bambini delle scuole materne. «Il mondo giovanile è la grande urgenza educativa – dice monsignor Villa – lo dimostra l’attenzione che il prossimo Sinodo dei vescovi del 2018 vuole avere per loro e a noi piacerebbe molto che i giovani amassero il Sacro Monte sentendolo come un bene di famiglia, una seconda casa».