Proprietà industriale ed intellettuale La Liuc sarà un centro di riferimento

La Provincia Varese - 28/10/2016

Marchi d’impresa, proprietà intellettuale e brevetti: la scuola di Diritto dell’Università Cattaneo si candida a diventare un centro di riferimento per la materia. «Settore cruciale per le nostre imprese e ricco di opportunità per i nostri studenti». Così il professor Alberto Malatesta, ordinario di diritto internazionale alla Liuc, ha introdotto ieri i lavori del primo incontro degli “Ip Law Seminars”, un ciclo di appuntamenti di «studio e approfondimento sulle tematiche della proprietà industriale ed intellettuale», un ambito nel quale la Scuola di Diritto dell’ateneo di Castellanza intende specializzarsi per diventare un centro di riferimento. «È un settore cruciale per lo sviluppo e la competitività del mondo produttivo e industriale del nostro territorio, a maggior ragione per quel che riguarda l’Industria 4.0 e tutto ciò che è connesso ad internet e all’informatica – sostiene Malatesta – ma è un settore chiave anche per i nostri studenti, visto che l’area della “Ip Law” è in crescita e offre sbocchi occupazionali importanti per i giovani giuristi». Già oggi i laureati magistrali Liuc della facoltà di giurisprudenza hanno un altissimo tasso di occupabilità: stando ai dati Almalaurea, più di tre su quattro trovano un’occupazione (76,5%), contro il dato medio delle 73 università del consorzio che è del 42,5. «In questo settore della “Ip Law” tutti i nostri laureati, ma anche quelli delle università milanesi, trovano facilmente collocazione nel mondo del lavoro» sottolinea Alberto Malatesta. In prospettiva, un’opportunità in più potrebbe offrirla la candidatura di Milano a sede del tribunale europeo dei brevetti (ad un passo dall’istituzione, manca solo la ratifica della Germania al progetto del “brevetto unitario” europeo), ipotesi che ha preso quota dopo che la Brexit ha messo fuori gioco la favorita Londra. Ieri intanto il primo incontro degli “Ip Law Seminars” si è concentrato sulle normative sui marchi d’impresa, con relatori di prestigio come il professor Giuseppe Sena, emerito di diritto industriale alla Statale di Milano, uno dei “mostri sacri” del settore in Italia. Il professor Fiorenzo Festi, ordinario di diritto civile della Liuc, ha illustrato l’emblematico “caso Fiorucci”: l’appassionante e complessa battaglia legale sulla titolarità del marchio d’impresa che una quindicina di anni fa ha visto contrapLa sede dell’università Archivio UNIVERSITÀ In prospettiva, un’opportunità in più potrebbe offrirla la candidatura di Milano a sede del tribunale europeo dei brevetti Proprietà industriale ed intellettuale La Liuc sarà un centro di riferimento porsi lo stilista Elio Fiorucci, con il suo marchio “Love Therapy by Elio Fiorucci”, con le società giapponesi che nel 1990 avevano acquisito da una procedura concordataria il brand “Fiorucci”. «Le sentenze delle cause promosse vicendevolmente dai protagonisti del contenzioso – ricorda Festi – diedero ragione, da un lato, ai giapponesi, che potevano utilizzare il marchio Fiorucci, che era stato loro ceduto, anche senza dover per forza usufruire dei servigi dello stilista, ma dall’altro stabilirono che era utilizzabile anche l’altro marchio “Love Therapy by Elio Fiorucci”, in quanto era lo stesso stilista a firmare quei capi di abbigliamento».