«Pronti a difendere Comuni e cittadini»

Noi vogliamo tutelare i nostri Comuni e i nostri cittadini». Gunnar Vincenzi (nella foto), presidente della provincia di Varese, ha le idee chiare sull’arrivo di Shell, il colosso energetico, sul territorio varesino. La multinazionale, infatti, ha avviato le procedure per la stesura di una valutazione di impatto ambientale da presentare al Ministero dell’Ambiente per poter procedere con una analisi geofisica che verifichi la presenza di idrocarburi nel sottosuolo. Da parte sua, il numero uno di Villa Recalcati, non ha esitato ad esprimere le proprie opinioni direttamente ai tecnici Shell che ieri lo hanno incontrato.

«In questa fase – spiega Vincenzi – non si è parlato né di trivellazioni né di pozzi. Da parte nostra abbiamo subito posto l’attenzione su una serie di temi delicati quali il benessere della nostra popolazione, le ricadute ambientali e la delicatezza sotto il profilo naturalistico e turistico del contesto territoriale. Non solo. Provincia di Varese sarà al fianco dei comuni interessati e seguirà con grande attenzione tutto l’iter di presentazione della Valutazione ambientale che la società porterà avanti e nel corso della quale presenteremo tutte le osservazioni e le istanze del territorio, condividendo temi e problematiche con i sindaci, gli amministratori e i cittadini dei comuni coinvolti».

Quello di ieri è stato il primo contatto tra Provincia e Shell e il primo passo della società sul territorio. Nelle prossime settimane, infatti, è intenzione dell’azienda incontrare sindaci e cittadini di tutti i 18 comuni coinvolti nell’analisi del sottosuolo. L’obiettivo dichiarato è quello di instaurare rapporti di trasparenza e collaborazione, ascoltando le esigenze e rispondendo alle domande.

«La prima cosa importante da sottolineare – continua Vincenzi – è che noi vogliamo tutelare il nostro territorio e la gente. Al termine del procedimento Via, che la società presenterà nei prossimi mesi, potrà essere effettuata una indagine geofisica non impattante con mezzi e strumentazione mobile». tenendo in giusta considerazione tutta la tempistica del caso, va detto che la data ipotizzata di inizio indagine del sottosuolo è stata fissata non prima del 2019. Nonostante i tempi lunghi, però, l’attenzione da parte di amministratori e cittadini è già alta. «E’ un tema molto delicato e importante – sottolinea ancora il presidente della Provincia – rispetto al quale, già durante l’incontro, abbiamo chiarito la nostra posizione e volontà di tutelare, prima di tutto, i nostri comuni e i nostri cittadini».

Nel momento in cui partirà l’indagine del sottosuolo, attraverso una serie di attività non invasive realizzate attraverso le più moderne tecnologie, sarà possibile raccogliere dati sulla struttura geologica del sottosuolo, disegnando così una immagine geofisica basata sulla propagazione e sulla rifrazione di onde elastiche.

Nel momento in cui la ricerca dovesse segnalare la presenza di idrocarburi in quantità interessante, allora si avvierà una seconda fase. Sarà necessario un nuovo studio di impatto ambientale e, ottenute le autorizzazioni a norma di legge, si aprirà un pozzo esplorativo.