Pronta la stazione del T2 Un cubo per il territorio

Collegamento ferroviario T1-T2, ora c’è una data cerchiata con l’inchiostro rosso sul calendario. È domenica 11 dicembre, giorno dell’entrata in vigore dell’orario invernale e giorno in cui il primo treno unirà le due aerostazioni di Malpensa. L’ufficialità alle indiscrezioni che trapelavano da alcuni giorni è arrivata ieri da Sea, società di gestione dell’aeroporto, partner insieme con Ferrovie Nord di un progetto costato 115 milioni di euro (così ripartiti: Regione Lombardia 31, ministero delle Infrastrutture e Trasporti 45, Unione europea 23, Sea 16) che finalmente farà uscire dall’isolamento della rete ferroviaria il Terminal 2, rinato dieci anni fa grazie a easyJet e oggi base strategica da oltre 6 milioni di passeggeri all’anno monopolizzata dalla low cost britannica.

La stazione da quattro binari, la cui realizzazione è stata curata proprio da Sea, è completata. È un cubo interrato, lungo 500 metri e largo 45, inserito all’interno di uno scavo che ha movimentato oltre 400mila metri cubi di terra. Per una precisa scelta strategica – che però non è stata immune da critiche – è stata posizionata non sotto il T2 (così come avvenuto al T1), ma accanto. I progettisti la definiscono infatti non soltanto una stazione aeroportuale, nonostante rimanga la sua primaria vocazione, ma anche una stazione territoriale. Non servirà dunque soltanto i passeggeri di easyJet, che potranno raggiungere i check-in utilizzando un camminamento pedonale protetto, ma anche i residenti dei Comuni dell’intorno aeroportuale, in particolare i pendolari per raggiungere Milano. I collegamenti ferroviari al momento dovrebbero rimanere gli stessi in vigore oggi (due corse all’ora verso Cadorna e due verso Centrale) con l’aggiunta sullo schedulato di quei quattro minuti di percorso (più due di sosta) di cui avrà bisogno il treno per raggiungere il T2, il nuovo capolinea.

Se la stazione è completata, appare ormai ai dettagli finali anche il tracciato che Ferrovie Nord ha realizzato parallelo alla superstrada 336 per un lunghezza totale di 3,4 chilometri. Di questi, 1.652 metri sono in trincea, 967 in galleria e circa 800 a cielo aperto. I lavori erano iniziati nell’estate 2014 con la prima e delicatissima fase della bonifica del terreno. Gli esperti sapevano che scavando avrebbero trovato testimonianze del passato, ma nemmeno i più pessimisti pensavano di riportare alla luce cinquantadue bombe inerti risalenti alla Seconda Guerra mondiale (alcune oggi sono visibili a Volandia). Sono invece una grande scoperta archeologica le ottanta tombe (con relativi corredi funebri) trovate a poca distanza, sul territorio di Case Nuove. Sono preziose testimonianze dell’età del Bronzo Finale, all’epoca del Protogolasecca, ovvero tra il dodicesimo e il decimo secolo avanti Cristo. Prelevate in blocco e trasportate nei laboratori della Soprintendenza di Milano per il restauro, dovrebbero essere ricollocate proprio all’interno della stazione del T2. «Vogliamo creare un hub museale», ha dichiarato durante la sua ultima visita ufficiale a Malpensa il presidente di Ferrovie Nord, Andrea Gibelli. Al progetto – che non sarà pronto entro la inaugurazione del prossimo 11 dicembre, ma necessiterà di più tempo – sta lavorando insieme a Regione e Sea. Il modello è Atene, dove le stazioni della metropolitana realizzate per le Olimpiadi del 2004 ospitano i ritrovamenti archeologi venuti alla luce durante gli scavi, diventando così moderne stazioni-museo polifunzionali e attrattive anche da un punto di vista turistico.