Progetto strade sicure Radar e pedoni protetti

La Prealpina - 23/01/2017

È di notte che la percezione della scarsa sicurezza delle strade cittadine si fa evidente. Un problema inversamente proporzionale alla luminosità delle strade e degli attraversamenti cittadini. Ora il piano strade sicure è (quasi) pronto. In più zone, a Varese, serve che gli automobilisti smettano di correre, servono iniziative per rendere più sicuri i pedoni, servono impianti di illuminazione che rendano realmente visibili le “zebre”.

Serve l’occhio degli agenti che sanzioni chi corre ma servono anche occhi elettronici. Un tempo li chiamavano radar. Oggi si chiamano rilevatori fissi di velocità.

Arrivano le castellane, cioè l’innalzamento delle strisce pedonali, lungo alcune direttrici. Le auto devono rallentare per forza e chi attraversa è più “protetto”.

«Stiamo per intervenire, di certo nelle zone più critiche come a Biumo», dice il vicesindaco e assessore alla Polizia locale Daniele Zanzi, a margine della festa della Polizia municipale svoltasi ieri mattina a Bregazzana. E mentre il sindaco Davide Galimberti sottolinea «la necessità di tutelare i pedoni e rendere più sicure le strade», la mente corre alle due persone falciate e uccise. Giada Molinaro, morta a 17 anni in viale dei Mille in settembre e l’anziano di Induno, Erminio Corti, investito in novembre da una Opel Corsa in via Casula, davanti alla stazione delle Nord.

I punti a rischio in città sono molti. E non solo per l’alta velocità abituale sulle grandi direttrici se prive di traffico ma anche in alcune strade considerate secondarie eppure dove i rischi sono sostenuti, come in via Tasso o in via Mulini Grassi. Nelle strade non ad alto scorrimento si potranno installare dissuasori di velocità. Nei viali e lungo le strisce d’asfalto dove è più facile pigiare il piede sull’acceleratore, si ricorrerà invece ad attraversamenti protetti. In mezzo alla carreggiata, in pratica, si potranno avere degli archetti salva-persona o più facilmente degli spartitraffico che delimiteranno le strisce pedonali e proteggeranno chi sta attraversando, mentre chi viaggia in auto sarà costretto a rallentare.

«Anche il potenziamento dell’illuminazione è importante, sopratutto all’altezza degli attraversamenti, motivo per cui stiamo valutando l’ipotesi di impianti molto potenti che, con la collaborazione dell’Aci, si vorrebbero installare in tre-quattro zone della città. Si tratta di impianti di illuminazione particolare che possono essere potenziati al passaggio dei pedoni e di “zebre” realizzate con materiali catarifrangenti. Impossibile o quasi, dunque, non accorgersi se qualcuno sta attraversando. Potranno essere installati anche alcuni semafori che indicheranno a chi guida la presenza di “zebre” in zone vicine.

I radar, invece, i rilevatori fissi di velocità, servono sia per una azione reale di controllo sia come dissuasori. In circolazione vi sono anche quelli installati in “cilindri” arancioni, all’interno dei quali non sempre vi sono davvero gli impianti che “bacchettano” chi corre troppo. Si tratta di impianti spesso collegati a pannelli luminosi sui quali lampeggia la velocità alla quale si sta procedendo. Tra le zone dove grande è stata ed è la richiesta di intervento da parte degli abitanti, viale Valganna e via dei Mille, la zona dove si susseguono incidenti e dove è stata uccisa Giada Molinaro. Sarà in viale dei Mille dove «al più presto», dice Zanzi, verranno adottati provvedimenti proteggi-pedoni.