Progetto salvaciclisti «Plauso al Comune»

È Gallarate la prima città a installare i cartelli “salvaciclisti“ che contengono un suggerimento per gli automobilisti e i conducenti dei mezzi pesanti: mantenere la distanza di 1,5 metri al momento del sorpasso di una bicicletta. Una decisione che rientra nel campagna #usalabiciclettainsicurezza, «un progetto nato dalla voglia di fare qualcosa di concreto per il bene della comunità a seguito di tre disgrazie che hanno colpito Gallarate (tre ciclisti deceduti a causa di altrettanti incedenti stradali)», afferma il testimonial Ivan Basso. Consapevole di non avere la bacchetta magica per risolvere la questione, il campione delle due ruote ha trovato nel decalogo presentato questa estate, il primo passo «per sensibilizzare tutti gli utenti della strada a prestare maggiore attenzione a delle regole ed accorgimenti che, nella loro semplicità, possono fare la differenza».

Una posizione condivisa anche dal direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti speciali della Polizia di Stato Roberto Antonio Sgalla (nella foto l’incontro al Condominio alla presenza del prefetto Giorgio Zanzi): «La bicicletta è una palestra di vita e con questa iniziativa si sottolinea un aspetto importante, quello della sicurezza stradale – afferma – mi fa piacere che un comune come Gallarate ponga l’attenzione su questa tematica perché non è così scontato che si faccia ente capofila di un’iniziativa come questa». E, da uomo della strada e di legge, Sgalla mette in evidenza come il progetto sia complesso perché coinvolge utenti differenti e, quindi, è necessario «porre l’accento sul rispetto e la tolleranza nei confronti dell’utenza debole (ciclisti) che, allo stesso tempo, devono impegnarsi a rispettare le regole».

Un concetto ripreso dall’avvocato Patric Rabaini «anche i ciclisti hanno le loro responsabilità; quando passano con il rosso, procedono contromano o pedalano affiancati, vanno sanzionati». C’è chi, tra le critiche mosse ai cartelli, si è posto una domanda: coma fare a superare una bicicletta? «Con cautela perché – sottolinea Rabaini – quello che l’automobilista vede come un intralcio in un momento di fretta è il nonno, la mamma o la figlia di qualcuno». «Il mio invito è ad andare avanti con questa opera di sensibilizzazione», conclude Sgalla. «L’intervento di oggi (ieri ndr) del Prefetto Sgalla, è un ulteriore stimolo ad andare avanti con la nostra campagna ed avere il plauso della massima autorità in fatto di sicurezza stradale significa essere sulla giusta via», conclude l’assessore alla sicurezza Francesca Caruso.